La prima moglie e altre cianfrusaglie

di Arto Paasilinna
Innanzitutto voglio dissociarmi dal titolo di Paasilinna: equiparare moglie e cianfrusaglie mi sembra cosa assolutamente deprecabile. So che i maligni potrebbero attribuire questa presa di distanza al fatto che le lettrici numericamente, come è ampiamente assodato, superano di gran lunga i lettori, ma vi posso assicurare che la mia scelta è disinteressata e non rientra in ciò che gli antichi erano soliti chiamare captatio benevolentiae… o non vi rientra quasi, mie care venticinque lettrici 😉
Ma veniamo al dunque…
Il giovane assicuratore Volomari Volotinen ama le antichità di qualsivoglia genere, infatti la pasticcera ausiliaria Brigitte Volotinen ha vent’anni più del marito, ops… Brigitte? …MACRONscopico errore! …la signora Volotinen si chiama Laura, ma sono certo che anche stavolta vorrete credere a una svista in assoluta buonafede.
Dunque, mentre il signor Volotinen si dedica a far incetta di antichità assurde e spesso di dubbia provenienza, la soccorrevole moglie offre tutto l’aiuto di cui il maritino necessita. Così la collezione aumenta e con essa la possibilità per il lettore di ammirare questa improbabile panoplia di anticaglie e soprattutto di conoscere come siano arrivate a farne parte.
Il romanzo si avvia un po’ in sordina rispetto agli standard di Arto, complice il fatto che i primi pezzi della collezione facciano parte di tradizioni finniche a noi poco conosciute, ma nella seconda parte reperti e personaggi sono ben noti e ci attende un folle viaggio con destinazione “divertimento”.
Il tutto raggiunge l’apice quando Brigitte… aridaje!? …decide di rinverdire le sue attitudini di ausiliaria dell’esercito e dichiarare ufficialmente guerra alla pazzia… purtroppo non a quella dell’instancabile consorte.
Perché consigliare la lettura di questo libro a scartamento ridotto rispetto ad altri del surreale scrittore nordico? Perché le peripezie di Volotinen e dei suoi improbabili e ingombranti reperti, ci offrono la possibilità di rivisitare diverse pagine di storia del secolo che ci siamo lasciati alle spalle, alcune meno note come la Guerra d’Inverno, alcune note a tutti come la Rivoluzione Francese e quella Russa, o le simpatiche gite fuoriporta dei carri armati sovietici.
Quindi, se un buon libro sa divertire, istruire e magari stigmatizzare con efficacia l’esclusione del diverso, sarebbe un peccato, e non certo veniale, non consigliarlo.
Se qualcuno poi ritenesse che questa mia recensione possa ulteriormente complicare i rapporti Italia-Francia, che già non brillano di luce adamantina, finirebbe per ricadere nella malafede di cui si diceva all’inizio.
Vive La France!
Vive la Laurà!
…ah, quella era la Marianne?
oggi non sono proprio in giornata!

Riccardo Gavioso

 Arto Paasilinna, purtroppo ci ha appena lasciato. È stato l’ex per 
eccellenza: ex guardaboschi, ex giornalista, ex poeta. Attività tutte 
abbandonate per diventare, per sua e nostra fortuna, scrittore di culto,
 in patria e all’estero, da dieci milioni di copie. Con Iperborea, dopo 
le oltre centomila copie de “L’anno della lepre”, ha pubblicato in 
Italia diciassette romanzi.
Francesco Felici traduttore di: “La prima moglie e altre cianfrusaglie”


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