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Justine

di François de Sade –
Buongiorno!!! Torno a tediarvi con le mie proposte letterarie ma questa volta so che susciterò parecchia curiosità perché mi sono imbattuto, scavando come un cane da tartufo in una bancarella, in una delle opere del Marchese De Sade; uno che non è certo passato alla storia per la sua integerrima moralità ma che invece ci ha regalato il suo nome sotto forma di aggettivo di pratiche sessuali ancora oggi considerate aberranti o degne di scherno.
Eppur essendo conosciuto da tutti è effettivamente letto da pochi.
Diciamo che fu un illuminista nel senso che ha vissuto proprio nell’epoca dei Lumi, che ha seguito la filosofia di Rousseau ed è stato comunque un pensatore molto controcorrente e sicuramente aveva un grandiosa fantasia e una immensa voglia di dare scandalo; alla fine è stato imprigionato, per volontà della moglie, ed è morto in manicomio.
Forse è meglio non portarlo come esempio ma non fu certo uno sprovveduto; e comunque è da conoscere.
Nella Francia del ‘700 due sorelle di buona famiglia vengono allevate in convento nei più sani principi morali del tempo, ma la sventura le rende orfane di entrambi i genitori nel giro di un mese e visto che il padre aveva una montagna di debiti alle due eredi non resta praticamente nulla tranne la loro bellezza.
La sorella maggiore, una volta sbattuta fuori dalla bambagia conventuale, capisce che è seduta su un tesoro e decide di usare la testa e tutto il resto del corpo per arricchirsi e vivere da signora.
La sorella minore (Justine che nel romanzo si farà sempre chiamare Teresa) che è molto meno scaltra e più pudica vuole salvare la sua virtù in un mondo che apprezza molto di più le cortigiane che le sante.
Le due sorelle si incontrano dopo molti anni in una locanda fuori Parigi ma non si riconoscono; la maggiore è ricca e vede scendere da una carrozza una donna lacera e pesta con il marchio dell’infamia e l’accusa di omicidio e furto.
La povera donna trova conforto nella signora e comincia a raccontare le sue sfortunate peripezie…..
…e qui comincia il divertimento!!!!
Il Marchese segue un andamento “in crescendo” delle disavventure di Teresa, ad ogni capitolo, mentre la ragazza si dispera e prega di incontrare umani buoni che non la vogliano stuprare, picchiare, sfregiare, oltraggiare in ogni modo e maniera; ad ogni giro si ritrova in un’orgia di violenze ed efferatezze peggiore del precedente in un turbine di “sfiga” degno di Paperino.
È la filosofia di De Sade che trasuda dalle pagine: non c’è dio e non ci sono santi, tutto è lecito e permesso perché la virtù non ha ragione di esistere in questo mondo che la disdegna come se fosse una brutta malattia.
Quello che ha di bello è che le efferatezze sono descritte con gusto ed una grazia, anche le scene più scatologiche non sono mai volgari……siamo lontani anni luce dalle 50 Sfumature di qualcosa. C’è violenza e sesso a gogo ma è sempre velato in qualche modo; sarà la scrittura dell’epoca ma alla fine è una lettura persino gradevole nel suo essere comunque sopra le righe. C’è una linea di pensiero e le scene sono comunque legate fra di loro e non buttate lì tanto per ingolosire.
Scandalosamente divertente ed eccitante!!!
Non vi racconto il finale e vi rimando in libreria a cercarvi il volume.

Ste Dussoni


Justine, ovvero le disavventure della virtù (1969) Film completo
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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
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