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Tre uomini in barca (per non parlare del cane)

di Jerome K. Jerome –
Buongiorno!!!! Mattinata d’ozio in attesa di un appuntamento e allora tanto vale sfruttare il tempo vuoto in maniera degna….
Tre uomini in barca (per non parlare del cane)”. Uno dei tanti acquisti fatti alla Fiera del Libro di Torino che piano piano voglio smaltire; come al solito ho più libri che tempo.
Un libro per ragazzi e, soprattutto un libro di avventure.
J. , George ed Harris sono tre amici che un bel giorno decidono di provare il brivido dell’avventura salendo su una barca e mettendosi in testa di risalire il corso del Tamigi vivendo spensieratamente come viaggiatori, scendendo il minimo indispensabile e facendo i veri e rudi naviganti….portandosi appresso anche il sorprendente cane Montmorency (un fox terrier).
Siamo nell’Inghilterra vittoriana di fine 1800, nella Londra grigia e fumosa della rivoluzione industriale; tre ragazzi (forse poco più che ventenni che all’epoca erano già considerati uomini) con una discreta disponibilità economica vogliono compiere quello che poi sarà il viaggio di una vita da raccontare ai nipoti e agli amici di qualche Royal Society fumando la pipa e sorseggiando thè.
Tre arruffoni (4 col cane), casinisti, litigiosi, permalosi e pigri…. la preparazione è la parte più comica del libro:

Quanta gente carica la propria barca, arrischiando continuamente di farla arenare, con un monte di stupidità che si credono essenziali al piacere e alla comodità della gita, ma che in realtà son ciarpame inutile

ma anche durante il viaggio non sono da meno visto tutto quello che combinano e che gli succede; in mezzo ci sono mille aneddoti di storia inglese, di geografia, di politica e pensieri in libertà dei protagonisti sui rispettivi compagni di viaggio.
Le difficoltà della risalita contro corrente a remi o a traino danno sfogo ad ogni tipo di recriminazione vicendevole; il dormire in barca o il semplice cucinare sono fonte di screzi e comicità…..e disavventure; il tutto accompagnato dal lento fluire del fiume, dalle sue mille chiuse e dai suoi borghi costieri, e per finire anche dal meteo!
Molto carino, gli fa pecca il linguaggio puritano di epoca vittoriana che lo fa diventare forse un po’ stucchevole soprattutto quando i moderni insulti vengono addolciti in un linguaggio che nella realtà sarebbe molto più violento.
Montmorency costituisce un caso a parte.

I foxterriers hanno in sè quattro volte in più della dose di peccato originale degli altri cani, e ci vorranno anni e anni di paziente sforzo da parte di noi cristiani per apportare qualche notevole riforma nella turbolenza delle loro indole

Ste Dussoni

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
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