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Formule mortali

di Francois Morlupi
In una torrida estate romana un passante scopre un cadavere di un uomo atrocemente torturato e mutilato. Sul terreno insanguinato gli arti amputati disegnano una celebre formula fisica. E’ il primo di una serie di omicidi rituali che coinvolgono vittime senza alcun legame apparente.
A tentare di risolvere il caso è chiamato il commissario Ansaldi, professionista integerrimo ma tormentato dall’ansia e dagli attacchi di panico.
Ad accompagnarlo in questa avventura verso il Male, il vice ispettore Loy, una ragazza con un forte disturbo antisociale di personalità, e altri tre membri del commissairato di Monteverde. Tenteranno insieme di venire a capo di quello che ormai i media hanno battezzato come “il caso delle formule mortali”, un indagine dopo la quale nessuno dei protagonisti sarà più lo stesso.
Morlupi è stato geniale nello scrivere questo libro, già dall’ncipit: “La ragazza, che quella notte di agosto varcò le porte dell’ospedale, non era particolarmente bella, anzi. Probabilmente se la incontraste per strada non vi girereste nemmeno per gurdarla.”
Il lettore viene catturato dalla curiosità. Ed il gioco è presto fatto, da li a poche righe non ci si può più separare dalla lettura.
I personaggi che li a breve si riuniranno per far fronte a dei crimini di inaudita violenza, ti entrano dentro e quasi ti trascinano nelle loro ipotesi e congetture. Vi sentirete parte della squadra viaggiando fra una Roma di agosto quasi vuota ma sempre afosa, il “deep web” e la Corsica. Una corsa contro il tempo che non lascia spazio a niente, la ricerca del colpevole viene prima di tutto. 
Ascoltatemi, non vi prenderò ancora molto tempo. Io provengo da un piccolo paese in Ciociaria, si chiama Atina, tra Sora e Cassino. I miei genitori morti durante un bombardamento alleato e sono stato costretto, da piccolo, a fuggire nelle montagne con le mie sorelle per poter sopravvivere. Ancora oggi, a più di settant’anni di distanza, mi capita spesso di rivedere i loro corpi dilaniati in sogno. Ho assistito anche, impotente, a delle fucilazioni di poveri innocenti da parte di soldati della Wehrmacht. Credevo dunque d’aver visto tutto nella mia vita. Ma a una cosa del genere, no…non ero preparato. Nessuno lo è. Tutto questo per dirvi che chi compie un atto del genere, non è più un uomo, ma un mostro, il diavolo in persona. Prendetelo e rimandatelo nell’abisso da cui è venuto.”
Preparatevi ad una lettura diversa, mettetevi comodi, perché Morlupi ha la capacità di tenere il lettore attaccato al libro sino alla fine. La sua scrittura semplice ed essenziale permettere di leggere senza dificoltà anche per chi non è abituato a leggere per tante ore di fila.
La spiegazione delle formule è chiara e soddisfacente e non permette al lettore di perdersi in termini troppo tecnici.  
Colpi di scena, misteri, intrecci sono equilibrati e ripartiti in modo corretto e astuto. Si nota inoltre, da parte dell’autore una profonda ricerca in particolare durante il terzo delitto in Corsica. Più volte mi sono fermata a chiedermi se i corsi e le loro abitudini si rispecchiassero alla lettera e ne ho avuto conferma quando mi sono consultata con Morlupi.
Il finale, decisamente aperto ci fa intuire che ci aspetta una nuova avventura con il nostro commissario Ansaldi e la nostra vice ispettore Loy. 

Manu


Intervista all’autore (Radio Roma Capitale)
Formule mortali