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La mano sinistra di Satana

di Roberto Genovesi –
Ci sono giornate in cui non puoi trattenerti dal prendere un foglio, una penna e scrivere e oggi  voglio raccontare un giallo, dal gusto horror, fatto a regola d’arte, dove  il protagonista dovrà indagare sul famoso assassino seriale Jack the ripper, lo squartatore, che tra l’estate e l’autunno del 1888 agì nel degrado di Whitechapel, un quartiere londinese, uccidendo esclusivamente donne prostitute di quella zona.
Ne la “La mano sinistra di Satana”  di Roberto Genovesi,  Wilfred Gayborg  è il protagonista. Si tratta di uno psicometrista  che legge nella memoria delle cose.  Gli basta toccare un oggetto, un brandello di stoffa, un reperto  per scoprirne la storia e chi lo ha posseduto. Questo libro è riuscito a tenermi in bilico e letteralmente fuori dalla realtà, non solo per l’intricata vicenda del noto e sanguinario  assassino Jack, con i suoi macabri delitti,  ma anche perché mi ha molto incuriosita la particolare caratteristica parapsicologica del professor Gaybord, chiamato a risolvere vari casi e ricostruire gli eventi che sono accaduti ex ante, proprio grazie a questa sua misteriosa capacità.  In lui si agitano sentimenti contrapposti, il desiderio di scoprire la verità e lo sgomento che sovrasta ad ogni visione. Forse è  troppo, per un uomo, sentire così tanto e così forte da stare male. Gaybord non vuole sentire neanche i suoi sentimenti, le sue emozioni, vuole essere impermeabile anche a se stesso, nascondendo a tutti  il suo grande segreto che, per altro,  lo rende enigmatico e misterioso. Perciò  usa sempre dei guanti che facciano da filtro e da protezione dal mondo esterno. 
Il personaggio ha il fascino dell’uomo che ha conosciuto  la morte e le sue tenebre e  non vuole essere “contaminato” sia dalle sensazioni che provengono dall’esterno sia da quelle che provengono dal suo spazio interiore, come quando non vogliamo essere spontanei per paura di soffrire o far soffrire. Tutto questo  non è  semplice, per lui, soprattutto se alle verità che emergono dagli oggetti, si sommano i ricordi di un’infanzia particolarmente dolorosa e il rumore dell’amore per una donna in pericolo, proprio una prostituta a cui si avvicina, inevitabilmente lo spietato assassino Jack, proprio all’unica donna che abbia mai amato veramente.
La storia è ambientata nella Londra vittoriana e richiama tutte le caratteristiche di quel periodo ricco di contraddizioni dove, dietro l’apparenza di moralità esterna, vi erano fenomeni di forte degrado come la prostituzione e lo sfruttamento minorile. Lo scrittore Roberto Genovesi racconta la storia in prima persona e riesce a dipingere perfettamente la city di quel tempo, una città dai contrasti sorprendenti. Un po’  come nei dipinti di Gustave Dore’, emerge l’anima oscura di Londra.  Da una parte i nuovi edifici e i quartieri per bene dove l’agenda politica era indirizzata verso il liberalismo, dall’altra gli orribili quartieri della capitale dove le persone vivevano in condizioni spesso disumane, nelle bettole e nei quartieri straripanti di uomini e donne in un inferno dantesco.   
In questi vicoli oscuri di Londra emerge il dualismo che vive la città. Una doppia realtà che non è solo fisica ma anche  spirituale, una finta moralità si intreccia con  convenzioni perbeniste e ricche di pregiudizi della città sovrastante l’abisso, il  mondo sotterraneo ricco di vicoli oscuri , quartieri, piazze segrete dove si vive un’altra vita, quella del degrado e del crimine, tra trappole e labirinti.
Un mondo però,  quello sotterraneo,  meno letale del gelo che si legge negli occhi della gente per bene della city. Come una sorta di paradosso, le viscere di Londra e il suo abisso si contrappongono alla finta moralità londinese del tempo, al finto perbenismo, alle convenzioni che spingono a giudicare dal colore della pelle, dal sesso, dalla condizione sociale.
Muri di pietra dai confini invalicabili” sottolinea l’autore, specie per chi non può ostentare ricchezza e magnificenza e deve lottare, ogni giorno, per sopravvivere. 
Un libro in  giallo da leggere nelle notti calde d’estate. I particolari horror e misteriosi  rendono la lettura squisitamente avvincente, con risvolti inimmaginabili riguardo l’identità di un assassino sanguinario e leggendario.

Ninfa Mangiaracina

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