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Cleopatra

di Alberto Angela –
L’Egitto, l’antico Egitto ha sempre provocato su di me un fascino misterioso e irresistibile. Da bambino ero spaventato ma incuriosito principalmente dai riti funerari e ovviamente dal processo di mummificazione.
Da grande ho sognato viaggiando sul Nilo alla scoperta di templi meravigliosi, veleggiando in feluca e anche, ahimè, provando l’incredibile sensazione di rimanere completamente solo nella camera funeraria in fondo alla piramide di Chefren illuminando le tenebre solo con la fioca luce di una piccola torcia… Una piccola avventura finita bene, per fortuna!
Degli antichi egizi ne ho apprezzato la cultura, la capacità di creare monumenti che hanno attraversato i millenni, il ricco pantheon religioso, l’articolato sviluppo della società e delle donne. E non solo per quella che crediamo una moderna abitudine di depilarsi integralmente ma anche per la possibilità di occupare una fetta di potere sociale (e, in certi casi, anche politico) che non è consentito loro avere in alcune società dell’età contemporanea.
Era previsto (e attuato) lo sciopero dei lavoratori ed erano già presenti alcuni diritti sindacali che i nostri governanti hanno recentemente abolito in nome della modernità, come la reintegrazione del posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa. Altri, invece, oggi ce li sogniamo come l’assenza giustificata dal lavoro senza detrazioni sul salario per il compleanno della madre o la lite con la moglie, oltrechè naturalmente la malattia.
Tutto questo preambolo di ammirazione per l’antico Egitto per andare a parlare di una regina che…non era egiziana! Cleopatra, infatti, era greco-macedone e apparteneva ad una dinastia di invasori, i Tolomei, che da quasi trecento anni sedeva sul trono d’Egitto, con abitudini diverse e anche un’altra lingua, il greco. Fino ad allora la “classe dominante” si rifiutava di imparare la lingua egizia, che era considerata una lingua “non ufficiale” del regno; in opposizione a ciò, astutamente, Cleopatra studiò e imparò perfettamente anche l’egizio, ponendosi nei confronti del popolo come la reincarnazione della dea Iside sfruttando così la religione e le credenze degli egiziani a suo favore. Divenne, infatti, una regina molto amata.
La storia di Cleopatra ha affascinato nei secoli schiere di scrittori ed artisti, che hanno contribuito a far nascere la leggenda della bellissima seduttrice che riuscì ad ammaliare due dei più potenti uomini del suo tempo, Cesare e Marco Antonio. E ancora oggi, dopo oltre duemila anni, la malìa della regina d’Egitto affascina e ispira numerose persone, ne ho conosciute personalmente.
Alberto Angela con il suo solito ma efficace stile narrativo ci accompagna in un viaggio nel tempo alla scoperta di questa donna colta e intelligente ma anche spietata calcolatrice che con le sue capacità è riuscita a lasciare un segno importante nella Storia umana per come la conosciamo.
Il racconto dell’Alberto nazionale non può non intrecciarsi con le vicissitudini di Roma, la vera potenza imperialista dell’epoca: molti capitoli sono dedicati proprio alle italiche trame di potere, a cominciare dall’omicidio di Cesare: è indispensabile per comprendere le capacità e la visione geopolitica della poliglotta regina d’Egitto.
Quindi oltre che parlare di Cleopatra, Angela ci spiega il processo di transizione tra l’età repubblicana e l’età imperiale nonchè la fine dell’età ellenistica che, con la sua morte, avrà definitivamente termine. Un’epoca di straordinaria fioritura culturale nata con Alessandro il Grande e paragonabile al nostro Rinascimento: basti pensare a Eratostene che calcolò la circonferenza della Terra con un errore di appena l’1.5% sviluppando il concetto che la Terra fosse una sfera, pensiero acquisito e scontato già 2300 anni fa.
Mentre noi oggi abbiamo i Terrapiattisti.

Gerardo Capaldo

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