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La guerra contro Giugurta

di Gaio Sallustio Crispo –
Buon giorno!!!
Giornata nuvolosa e placida….maccajosa, come si dice da queste parti 😉
La maccaja è un tempo metereologico ma anche uno stato d’animo, quando ti senti mollo e svogliato!!! Un gatto sul divano, una pelle d’orso ….
Però poi ti svegli e vai avanti e finalmente finisci anche questo libro!
Il buon Sallustio che schifato dalla corruzione della Repubblica Romana e, soprattutto, orfano del suo protettore, Caio Giulio Cesare, lascia la politica attiva e si dedica al ruolo di scrittore (tanto se lo poteva permettere) e di storico e dopo “La Congiura di Catilina” ci offre in dono la storia delle guerre giugurtine che portarono Roma al controllo delle terre comprese tra le attuali Tunisia, Algeria e Marocco.
Roma, a parte l’Africa Proconsolare (ex Cartagine) non aveva nessuna intenzione di espandersi nella regione berbera che non offriva nessuna risorsa di pregio.
Ma comunque una presenza romana c’era, in conseguenza proprio delle guerre puniche e quando Giugurta, Re di Numidia, massacra una di queste colonie, allora finalmente si decide di intervenire in maniera decisa nelle beghe interne al regno che era vassallo di Roma.
Solo che Giugurta, anche se barbaro e rozzo, era comunque piuttosto furbo e scaltro e così la prima parte della guerra si trascina in maniera indolente tra guerriglia e corruzione dei capi militari romani. Le legioni impegnate sul territorio poi erano male organizzate e indolenti, la disciplina tipica allentata fino all’inverosimile.
Tutto cambia con l’arrivo di Gaio Mario, di origine popolare, che riporta l’ordine e riorganizza i soldati; Mario è stato fortemente voluto dalla plebe che si era infuriata per la corruzione dei comandanti di estrazione nobile che normalmente presiedevano le alte cariche passandosele quasi di padre in figlio o almeno all’interno della casta.
Mario porta con se uomini che mai e poi mai avrebbero dovuto combattere perchè non appartenevano a nessuna classe censoria e di fatto non avevano diritti all’interno della società romana e con questi uomini inizia la vera guerra contro il numida e la porta a termine quando, con uno stratagemma, convince il Re Bocco di Mauretania (alleato di Giugurta) a tradirlo e a consegnarlo prigioniero.
All’interno della società romana però Mario spariglia il mazzo delle carte: lui, uomo popolare che sale al rango consolare e porta gli ultimi all’interno delle istituzioni repubblicane. Lo scontro con Metello (comandante romano di origine nobile) poi è decisivo visto che quest’ultimo non lo voleva lasciare tornare nell’Urbe per candidarsi al consolato, e quando poi ci riesce e torna in Numidia, il fastidio (e l’odio) sono evidenti, compreso il fatto che il merito della vittoria finale va proprio al plebeo.
È l’inizio delle Guerre Sociali che porteranno alla dissoluzione della Repubblica e alla nascita dell’Impero; nell’ultima parte della guerra poi scende in campo quel Silla che sarà l’antagonista principale di Mario per tutto il primo periodo di guerra civile.
Se l’attendibilità storica di Sallustio non è proprio affidabile al 100% e anche la cronologia spesso salta, c’è comunque di buono che ha una scrittura scarna ma efficace che sa tenere sveglio chi legge.
Non è la prosa di Cesare della guerra Gallica ma ci si diverte.

Ste Dussoni

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
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