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Amore e sesso nell’antica Roma

di Alberto Angela –
“Come amavano gli antichi romani? Cosa si dicevano un uomo e una donna guardandosi negli occhi? Si portavano rose rosse a un appuntamento? E… come si amavano due innamorati romani sotto le lenzuola? Quante volte ce lo siamo chiesti”…
Inizia proprio così il libro di Alberto Angela di cui vi parlo oggi. Quante volte ci siamo chiesti come copulavano gli antichi romani? Mah, non so voi. Personalmente non spesso. Sicuramente non quotidianamente.
Ma questo fa la differenza tra il ricercatore e l’Uomo comune che del sesso ne cerca solo le gioie quotidiane. Se gli va bene.
Per il nostro Alberto, evidentemente, era un tarlo che non dava tregua e così ne ha scritto un libro che, finalmente, soddisferà tutte le nostre curiosità al riguardo.
Ne emerge un mondo sorprendente che fa dichiarare all’Autore “Io stesso, pur scrivendo da anni libri sul mondo romano e realizzando reportage e programmi in tv sull’argomento, ne sono rimasto sorpreso”.
Ovviamente con queste premesse non potevo che approfondire l’argomento.
Già nel prologo si capisce che aria tira e prima ancora di sorprendersi delle evoluzioni degli antichi romani è l’Alberto che ci stupisce! Con una prosa degna del miglior Harmony ci coinvolge in un’atmosfera sensuale di corpi desiderosi di passione. Un esempio?
“…Ora è lei a prendere il sopravvento. Le sue esili dita accarezzano le ampie spalle del suo uomo… i muscoli delle sue braccia… e poi i suoi occhi fissano quelle grosse vene che sembrano scolpite sulle mani. È troppo, non resiste più: stringe quelle mani come si stringono le redini di un cavallo prima di partire al galoppo, sale su di lui e comincia una lunga corsa nella notte…”
Potete immaginare come finirà la corsa. Ma al di là di queste divagazioni nel mondo del romanzo erotico cui di tanto in tanto si lascia andare l’Autore, si capisce che dietro a questa pubblicazione c’è il solito metodico lavoro di ricerca precisa e documentata cui ci hanno abituati gli Angela. Il libro è una miniera di curiosità e di fatti piccoli e grandi che, come ogni volta si va a studiare la Storia, legano il passato con il nostro presente.
Certamente all’epoca il rapporto tra un uomo e una donna era improntato su una formalità oggi dimenticata nelle nostre società occidentali anche se ben presente ancora all’epoca dei nostri nonni. Ma proprio come all’epoca dei nostri nonni il sesso si faceva, eccome! Forse anche più di oggi che di sesso se ne vede molto, se ne parla troppo ma crea anche una molteplicità di nevrosi e inquietudini che ai tempi dell’antica Roma probabilmente non esistevano.
I romani vivevano la vita cercando di goderne delle bellezze che la vita stessa poteva donare: arte, poesia, architettura, la cura del corpo e ovviamente anche il sesso andavano visti in quest’ottica. In questo erano aiutati un po’ dal fatto che la vita media era molto bassa (per gli uomini circa 40 anni e per le donne 29) e poi, a differenza nostra, non avevano subito l’oscurantismo del Medio Evo e della morale cattolica che invece di considerare il corpo come un dono e fonte di piacere lo mortificarono riducendolo ad un contenitore per l’anima che andava salvaguardata dalle tentazioni fisiche e terrene.
Ovviamente non è tutto oro quello che luccica e prima di disperarsi per non essere nati in quell’epoca così apparentemente libertina bisogna anche considerare che quella società era fortemente divisa in “caste” e se non nascevi in quella aristocratica la vita poteva non essere nè facile nè divertente.
Ad ogni modo non voglio svelare altro ma in generale, sul sesso, i romani avevano regole molto più libere delle nostre. Un romano avrebbe scosso la testa vedendo oggi con quale senso di colpa viviamo il sesso e quanto venga moralmente criticato e associato al peccato (assieme al cibo, cosa che peraltro lui amava tantissimo), frenando e distorcendo comportamenti del tutto naturali.
L’amore era considerato un regalo degli dèi quindi bisognava goderne in tutte le sue forme, come quando si scarta un regalo o si mangia una torta di compleanno. Una vita assai più breve della nostra, le difficoltà quotidiane, la morte sempre in agguato e l’assenza di un aldilà gratificante e ripagante facevano sì che i romani concentrassero nel quotidiano tutti i piaceri della vita. Dal buon cibo al buon vino, all’amicizia, al gioco, alla risata a teatro, al sesso e all’amore…
Quindi, se vi riconoscete in questo approccio alla vita, resta solo un suggerimento da offrire: chiudete Facebook, spegnete il PC…e datevi da fare!

Gerardo Capaldo


Alberto Angela:” Vi svelo il sesso dei Romani”
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