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L’istituto

di Stephen King –
Ci troviamo davanti all’ultima fatica letteraria del mitico S. King, un autore che racchiude nel nome la maestosità della sua abilità letteraria.
Il volume, come spesso succede con “il Re”, non è per tutti: quasi 600 pagine. Non siamo ai livelli di IT, ma sicuramente dobbiamo pensare di avere parecchio tempo libero per portare a termine la lettura. E qui, ecco che le abilità di King si manifestano immediatamente: ho impiegato circa tre giorni per arrivare al finale, diciamo pure tre giorni e buona parte delle notti che li hanno seguiti. Questo perché è stato letteralmente impossibile staccarsi dalla lettura e dedicarsi ad altro: ogni pensiero, tornava ai protagonisti del romanzo, ogni istante che vivevo lontana da loro, restavo con il fiato sospeso, in pena, e l’unica cosa che desideravo era continuare a conoscere lo svolgimento della vicenda.
Tutto ha inzio a Minneapolis, dove vive Luke, un ragazzino di dodici anni con un quoziente intellettivo altissimo e con doti telecinetiche. Poco dopo aver fatto la conoscenza di Luke, scopriamo che viene rapito da una squadra di uomini e trasportato in un luogo misterioso, nel quale si trovano altri ragazzini come lui.
Nell’istituto, come viene battezzato dai piccoli ospiti, comincia l’incubo di Luke.
Perché sono stati rapiti tutti questi bambini? Cosa vogliono da loro quei dottori con lo sguardo torvo ed il sorriso falso?
Quali capacità hanno e perché vengono sottoposti ad esperimenti ed umiliazioni varie?
I genitori che fine hanno fatto?
Chi sono i personaggi in divisa marrone, o rossa, con la targhetta del nome, che girano per l’istituto, occupandosi dei bambini? Sono solo alcune delle domande che si pongono Luke ed i suoi nuovi amici, e sono le stesse che terranno noi incollati alle pagine con il fiato sospeso.
S. King ci mette subito in guardia: non tutto è come sembra e soprattutto, le regole e le certezze su cui fare affidamento, in quel posto non hanno più alcun valore. Come il precetto secondo il quale non vi è un adulto in grado di fare del male ad un ragazzino.
I nostri sistemi di riferimento vengono ribaltati, e ci troviamo così a soffrire insieme ai piccoli ospiti dell’istituto, pregando affinché una qualche forza del bene possa infine prevalere.
Il ritmo è serrato, le descrizioni evocative: sarete dentro l’istituto con i vostri occhi e le vostre orecchie, assisterete ad ogni forma di sopruso e purtroppo….non potrete fare nulla!
Le emozioni di rabbia e stupore si alterneranno a quelle di impotenza e speranza, in un crescendo magistralmente diretto dal Re.
Non vi nascondo che terminare la lettura mi abbia lasciato un vuoto profondo: in pochissimo tempo sono stata trascinata in un thriller prepotentemente attuale, con le tipiche deviazioni nel mondo fantastico che mi aspetto da un romanzo di King. L’amore vince sempre…. O forse no?! 

Ti sei fatto degli amici, Luke. Bene, è un buon inizio. Conoscerai altri ragazzi durante la tua permanenza nella Prima Casa. Due di loro, un bambino di nome Avery Dixon e una ragazza che si chiama Helen Simms, sono appena arrivati. Ora stanno dormendo, ma li incontrerai presto, Helen forse prima delle dieci, quando si spengono le luci. Avery invece dormirà quasi sicuramente fino a domattina. È piccolo, e il suo stato emotivo sarà molto alterato, al risveglio. Spero che lo prenderai sotto la tua ala, e sono sicura che Kalisha, Iris e George faranno altrettanto. Forse perfino Nick, anche se nessuno può mai sapere con certezza come reagirà. Incluso lo stesso Nick, direi. Aiutare Avery ad acclimatarsi in questo contesto completamente nuovo ti farà guadagnare molti gettoni, che come sai già, sono il principale mezzo di scambio, qui nell’Istituto. Ovviamente la decisione spetta a te, ma noi ti terremo d’occhio.

Camilla Dagnino

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"Non esiste vento contrario per chi sa posizionare le vele" Collaboratrice di Booklandia.