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Delitto di mezza estate

di Henning Mankell
Le inchieste del commissario Kurt Wallander: 7
Henning Mankell è un autore amato e rimpianto da molti, ma non proprio da tutti. Vediamo di capire perché, aiutandoci con la lettura del settimo romanzo della serie dell’ispettore Wallander.
A Mankell viene rimproverata la mole dei suoi libri, un eccesso di approfondimento psicologico dei personaggi che andrebbe a scapito della tensione narrativa, l’assenza di pirotecnici colpi di scena in finali in cui spesso il lato umano diluisce quello investigativo.
Certamente, più che dalla ricerca del colpevole, nei romanzi di Mankell, l’attenzione del lettore viene catalizzata da quella del movente.
Anzi, forse ancor più del movente, diviene cardine il contesto sociologico e psicologico che fa da incubatrice al movente. Siamo lontani dagli stereotipi dei thriller anglo-americani e alle soglie del romanzo psicologico di una certa caratura.
Mankell, come molti grandi scrittori, è affascinato dall’uomo, e dal delitto solo di riflesso, come mera chiave interpretativa del primo. Chiave sociale ed esistenziale in egual misura, visto che la sua attenzione alla prima è ampiamente testimoniata non solo dai libri, ma anche dalla sua vita.
A nessuno è ancora venuta in mente la bella pensata di etichettare Delitto e Castigo come thriller perché, come testimonia il titolo, la presenza di un delitto è l’elemento centrale delle vicende narrate, anche se non mi sento d’escludere che qualche genio del marketing ci abbia fatto almeno un pensierino.
Ecco, rispettate le debite, e ampie proporzioni, forse bisognerebbe accostarsi a Mankell come ci si accosta a un romanzo e non a un classico thriller.
Ma forse voi volevate sapere qualcosa sul libro… lo immaginavo, ma volevo testare la vostra compatibilità con Mankell, prendendola un po’ alla larga.
Quanto conosciamo davvero chi ci lavora o ci vive accanto? Forse molto meno di quanto pensiamo, se è sufficiente un delitto per generare un effetto domino e far cadere buona parte delle maschere che quotidianamente ci circondano.
Per scoprirlo ci muoveremo con Wallander, in un’incongrua afa svedese segnata da un incubo di mezz’estate, alla ricerca del movente che ha innescato la follia iconografica di un serial killer, movente che ai lettori più navigati non potrà non richiamare alla memoria l’Eco di uno dei più famosi romanzi italiani degli ultimi anni.
Quale? …la mia deontologia professionale m’impedisce di anticiparvi il titolo, a voi scoprirlo.

Riccardo Gavioso


Delitto di mezza estate – trailer


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Riccardo Gavioso
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