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Grido di guerra

di Wilbur Smith
Buongiorno!!! Eccomi di ritorno e perdonate la lunga assenza ma si è trattato di una lettura travagliata e di un librone! Mi è stato regalato da un amico e perciò non l’ho scelto e vi posso dire che Wilbur Smith non rientra tra i miei autori preferiti; me n’erano capitati un po’ di volumi qualche anno fa e, preso dall’entusiasmo, mi ero messo a leggerli uno in fila all’altro ma al terzo volume ho avuto come un rifiuto….mi sembravano tutti uguali e senza anima, come se fossero stati scritti con uno schema di base sul quale far girare più o meno ogni storia. Questo mi è sembrato più interessante perché scritto a quattro mani con Churchill ma alla fine non mi ha soddisfatto.
Per I fan di W.S. ritroviamo le avventure dei membri della famiglia Courtney e dei suoi ricchi, fortunati e bellissimi componenti; si riparte da Leon Courtney e da sua moglie Eva. Più meno siamo alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e il primo fulcro della storia è ambientato in Kenia; Wilbur Smith ha una passione per l’Africa coloniale britannica visto che lui stesso è nato nel ’33 nella allora Rhodesia del Nord (attuale Zambia) e perciò gli è rimasta nel cuore l’epoca dei grandi imperi dove l’uomo bianco era il padrone che dispensava bontà e civiltà e nel frattempo rapinava a mani basse.
I Courtney sono una ricca famiglia che ha l’abitudine di fare i soldi in maniera fraudolenta ma di saperli far fruttare alla grande, hanno il dono di essere tutti bellissimi e intelligenti sopra ogni altro e di avere talenti incredibili che vengono fuori nelle situazioni più complicate, hanno una fortuna sfacciata e si trovano sempre a tu per tu con i componenti migliori di ogni epoca che li adorano…..se c’è qualche pecora nera sparisce in maniera più o meno fantasiosa nel corso della storia per lasciare spazio alla crema dei Courtney che poi perpetuerà se stessa con una nuova generazione di cotanto culo.
Poi passiamo in Germania (quella nazista che sta cominciando la sua scalata di morte e terrore) dove troviamo gli antagonisti: la famiglia Von Meerbach (col Von davanti non sono certo operai della Rhur).
Qui le pecore sono nere per via della divisa delle SS ma ci sono anche le eccezioni e comunque sono i cattivoni della storia. Le due famiglie sembrano lontanissime ma le trame di Smith e Churchill le porteranno molto vicine in un vortice di amore, tradimento, morte e anche resurrezione col Terzo Reich e i suoi nefasti protagonisti a fare da ricca cornice.
Un romanzo molto ampio che però non porta a nulla, solo un susseguirsi (molto ben scritto) di colpi di scena e sentimenti, di intrecci di ogni genere che servono ad arrivare alla fine del libro dove resta aperta la porta al nuovo sequel. Non mi ha entusiasmato e i personaggi sono troppo fortunati per starmi simpatici… anche quando cadono nella polvere. Bye bye.

Ste Dussoni

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
Collaboratore di Booklandia.
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