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Una stanza tutta per sè

di Virginia Wolf –
Il saggio, scritto nel 1929, è un’attenta riflessione e analisi della figura femminile in campo letterario. Considerato un manifesto del femminismo (per certi versi ancora attuale), doveva intitolarsi “Le donne e il romanzo”. Oltre a sottolineare l’importanza dell’indipendenza femminile, l’autrice asserisce l’impossibilità per le donne di avere gli stessi diritti degli uomini in campo letterario e in quello della conoscenza e del sapere: tutto ciò che mira a stimolare il ragionamento e la creatività, per le donne sembra essere off-limits, inclusa l’istruzione.
Dopo aver analizzato gli autori più conosciuti del tempo, senza tralasciare Jane Austen e le due sorelle Brontë, il saggio si conclude con un appello per il genere femminile: non lasciare nulla di intentato.
Dovrei supplicarvi di ricordare le vostre responsabilità, di essere più elevate, più spirituali; dovrei ricordarvi quanto dipenda da voi, e quale influenza potete esercitare sul futuro. […] la scusa di mancanza di opportunità, di preparazione, di incoraggiamento, di agio e di denaro non regge più.
Insomma un romanzo breve, che merita assolutamente di essere letto e riletto.

Anna Rita Coluccia


“Una stanza tutta per sè” di Virginia Woolf legge Manuela Mandracchia
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