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Momo

di Michael Ende
Buongiorno e …buona domenica!!!
Le letture vanno avanti spedite grazie ad alcune combinazioni favorevoli e nonostante un weekend molto articolato fatto di viaggi e salti a destra e sinistra come una pallina da ping pong, e per chiudere bene la serata ho scoperto, poco fa, che sto anche perdendo la marmitta della macchina (mi sembrava di sentire un rumore metallico strano!!!); solo che adesso è calda ed è anche buio perciò ne riparliamo domani mattina con più calma e con il ferramenta aperto. Intanto vi presento: “Momo” di Michael Ende.
Il primo libro scritto da Ende che, per chi si fosse perso la recensione precedente, è il padre de “La Storia Infinita“, nel senso che l’ha scritta proprio lui…non è il regista!
Il libro è del 1973 e l’ho scoperto per caso parlando con un collega che mi ha incuriosito e così sono corso a cercarmelo; giusto per informarvi l’ho preso tramite Amazon ma in formato cartaceo e tra le altre cose pure usato perchè esiste la versione elettronica ma è solo in lingua tedesca, cioè in lingua originale visto che Ende è di quelle parti! Momo è la storia di una ragazzina che è scappata da un collegio e si è andata a rifugiare in un vecchio anfiteatro romano ignorato e abbandonato dagli abitanti di una grande città che rimarrà senza nome. Il luogo è normalmente un raduno di gatti e di bambini che si ritrovano per giocare assieme, per inventare storie e per semplicemente passare il tempo. Momo è una ragazzina speciale, benvoluta da tutti con il dono, raro, di saper ascoltare e di portare tranquillità nei cuori di chi la va ad incontrare; ha sempre una buona parola e cinque minuti per tutti e ormai è la beniamina degli abitanti quasi quella parte abbandonata della città. Ma tutti sappiamo che il tempo è una merce preziosa nelle nostre vite frenetiche che va ottimizzata e usata con criterio perchè è sempre poco e non ci basta mai per tutto quello che dobbiamo fare e diventa ancora più prezioso quando si cominciano a materializzare per le strade dei personaggi grigi e un po’ tetri (tipo agenti delle Pompe Funebri), vestiti eleganti, con una bombetta in testa e una valigetta in mano e l’eterna sigaretta in bocca; questi Grigi Signori dicono di rappresentare la Cassa di Risparmio del Tempo e offrono condizioni vantaggiose per utilizzarlo al meglio ma tutti quelli che cadono nella trappola si ritrovano col diventare anche loro sempre più grigi e tristi, cominciano correre tutto il santo giorno e non pensano più a nulla tranne al fatto che non hanno più tempo per nessuno , rinunciano ad ogni piacere, anche quello semplice di una visita di cortesia o di una chiacchierata tra amici senza impegno.
Più passano i giorni e più questi loschi figuri aumentano mentre la città si ingrigisce sempre di più; solo Momo sembra resistergli e continua rappresentare un’isola felice in un mondo che sta rapidamente perdendo colore, poi un giorno uno di questi agenti si presenta proprio da lei offrendogli giocattoli e miraggi ma, incredibilmente la ragazzina ribalta la situazione e costringe il malcapitato a rivelare tutto il losco progetto di impadronirsi del tempo di ogni essere umano per poi distruggere definitivamente la nostra razza e diventare i nuovi padroni del mondo.
Solo che appunto abbiamo Momo che resiste e li fa letteralmente impazzire nel tentativo di piegarla alla loro volontà; per riuscire nel loro triste intento cominciano a farle il vuoto attorno concupendo tutti suoi amici che perdono pian pianino tutta la loro vitalità in nome del successo e del dio denaro; sembra precipitare tutto quanto finché Momo non incontra una strana e vivace tartaruga che tramite messaggi scritti sul suo carapace (stile polizia americana o tedesca….FOLLOW ME) la porta via in tempo dalle grinfie degli uomini in bombetta e l’accompagna fino al Vicolo del Mai dal misterioso Signor Hora che a quanto pare ha un conto in sospeso con questi affascinanti ed eleganti signori in completo grigio.
Un’avventura davvero emozionante, una favola moderna con un ritmo incalzante che lascia con la voglia di sapere cosa succederà alla pagina successiva; molto diverso dalla Storia Infinita ma sempre ricco di personaggi fantasiosi e originali, e poi il tema di fondo è davvero modernissimo: negli anni ’70 del ‘900 le città sono cresciute moltissimo ma spesso lo hanno fatto in maniera disordinata e senza un progetto organico, e quindi sono nate quelle immense periferie fatte di strade e tangenziali, di palazzi senza personalità, senza luoghi di aggregazione dove giocare e vivere assieme, senza negozi o servizi……insomma! Senz’anima!
Gente sempre cupa, sempre di corsa, senza il tempo per giocare e stare con gli amici oppure con i figli che vengono affidati a chiunque basta non averli tra i piedi, lobotomizzati dalla pubblicità e dalla televisione e ricoperti di regali ma senza un affetto reale perché bisogna lavorare, produrre e inseguire un effimero successo; …e pensare che non c’erano ancora i telefoni cellulari ma in alcuni passaggi qualcosa si intravede anche se l’autore non riesce bene ad immaginare l’oggetto.
Un libro di fantasia che però fa pensare e  scritto quasi 50 anni fa!!!! L’edizione che ho trovato era per la scuola e in fondo ci sono un sacco di schede utili a comprendere bene questa interessante lettura che è anche corredata da alcuni bellissimi disegni in perfetto stile anni ’70.Non c’è il Fortunadrago ma c’è un ottimo libro!
The ENDE!!! 

Ste Dussoni

Momo
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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.

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