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La storia infinita

di Michael Ende
Buonasera!!!! Finalmente hanno riaperto il ponte e il traffico genovese ne ha decisamente beneficiato, se non altro la passerella mediatica fatta ballando sui 43 morti ha almeno sortito l’effetto magico di sgorgare in parte il lavandino ligure che adesso scorre libero, se non come acqua di fiume, almeno come fango un pochino meno putrido. E dopo il preambolo con le info del traffico passiamo alla lettura di oggi….o almeno degli ultimi quattro giorni: “La storia infinita” di Michael Ende.
E tutti cominceranno ricordare le note della canzone di Limahl e a immaginare le scene dolci e avventurose del film del 1984…..insomma siamo tutti in groppa a Falkor!!! Bene…fin qui tutto ok ma adesso cominciamo a scendere da Falkor per salire su Fùkur perchè questo è il vero nome del Drago della Fortuna, almeno quello immaginato da Ende in questo librone fantastico che è uscito per la prima volta nel 1979. Ma il film innanzitutto riporta forse un pochino meno della metà di tutte le pagine del libro e solo praticamente la prima parte,  ovviamente rimaneggiata ampiamente per poter rendere in immagini ciò che bisognava creare solamente con la fantasia; ma anche qui ci sono parecchie differenze che a Ende non erano piaciute tanto che aveva litigato con la produzione e voleva essere escluso dai titoli e dalla locandina proprio perchè riteneva che il suo lavoro fosse stato letteralmente massacrato, è riuscito solamente poi a bloccarne l’uscita per due anni visto che era già pronto nel 1982.
E ora veniamo alle pagine…. Bastian Baldassarre Bucci è il nome completo del protagonista….perchè in italiano?…non è una traduzione, Ende ha vissuto tantissimo in Italia e soprattutto a Roma e dintorni e vi si è anche sposato la prima volta e perciò molto deve al nostro paese. Bucci??? Sarà mica parente del sindaco di Genova??: “Sono il sindaco di Fantàsia, veda un po’ lei!” “Non lasceremo nessun fantasiano indietro” “Il commissario alla ricostruzione Bucci…ecco il modello Fantàsia!!!
….Bastian è un ragazzino come tanti che vive di sogni e fantasie, ha perso la mamma e con il padre non si parla, a scuola non va benissimo e ed è bullizzato dai compagni e si rifugia spesso in un mondo alternativo come tutti i bambini di 11 anni e sogna, sogna e ancora sogna. Un giorno passa davanti ad una libreria di quelle di una volta, tetre e polverose, piena di vecchi volumi e con un libraio/custode arcigno e un po’ burbero che guarda di sottecchi quel ragazzino molesto; un libro che sta leggendo attira Bastian, un libro rilegato di pelle rossa con uno strano simbolo in copertina: due serpenti che si mordono la coda l’un con l’altro, una specie di simbolo, di amuleto. Il libro sembra chiamare il ragazzo che alla fine lo ruba e scappa per rifugiarsi nella soffitta della scuola a leggere come un forsennato; sarà magia o realtà ma i personaggi sembrano prendere vita e un sembrano chiamarlo, ad ogni pagina, in maniera sempre più accorata; Atreiu su ordine della principessa Occhi d’Oro, con l’Auryn al collo a proteggerlo, parte alla ricerca dell’unico che può salvare il regno di Fantasia dal Nulla che lo sta inghiottendo come una focaccia a colazione, colui che darà un nuovo nome alla bionda Signora…il prescelto!!…..Bastian!
E così storia e realtà si fondono davvero e Bastian si trova catapultato nel regno infinito della fantasia ma ci metterà un bel po’ a realizzare che c’è finito dentro fino alla punta dei capelli. E così avremo Fiordiluna e Bastian sarà l’eroe che ha salvato tutti quanti….. e poi??? Poi inizia un altro libro che nessuno ha raccontato nei 3 film successivi che hanno cercato invece di ricalcare, male, il modello del primo senza mai andare veramente a proseguire la storia come l’aveva pensata il suo autore.
Bastian a questo punto si trasforma e trasforma tutto quello che è attorno a lui perchè adesso ha il compito di sognare e di creare la sua Fantàsia; per portare a termine questo compito Fiordiluna gli ha consegnato l’Auryn sul quale si è scoperto che sono incise queste parole: “Fai quello che vuoi
E comincia e seguire i suoi desideri, a creare mondi e storie tutti nuovi, luoghi incantati, popoli mai esistiti, città mitiche e mostri sanguinari, ma mentre crea tutto ciò non si accorge che piano piano si sta staccando dalla realtà e sta perdendo tutti i suoi ricordi e i suoi amici…sta cambiando, forse sta crescendo ma non si rende conto anche di cosa lascia indietro e a cosa va incontro seguendo anche consiglieri sbagliati cercando solamente di accontentare il proprio piacere immediato senza valutare le conseguenze delle sue azioni.
Un romanzo davvero enorme e ricco di sfumature dove poi ognuno può leggerci molte altre cose perchè è una storia che ogni volta si ripete per ogni bambino che cresce e diventa uomo, una Storia Infinita che rinasce come una Fenice moderna.
Io tra queste pagine ho trovato anche alcuni omaggi: uno sicuramente a Tolkien quando viene nominato l’oscuro regno di Morgul (Minas Morgul era una delle due torri) dove vivono gli esseri chiamati Mala Genìa, ovvero quegli esseri di fantasia che però nascono dalla paura e quindi sono figli del regno delle ombre. Ad un certo punto viene nominato un poeta di nome “Scekspir”…….salutiamo il Bardo inglese!!!!
Atreiu, nella città delle ombre incontra il lupo feroce che lo sta inseguendo dai primi capitoli mentre il nulla sgranocchia la terra intorno a loro; è prigioniero di una catena magica e non può più nuocere ma fa ancora paura e Atreiu, per non svelare chi è si fa chiamare per alcune pagine come l’eroe omerico per eccellenza: Ulisse!… e quindi diventa “Nessuno”.
Nella seconda parte della Storia Infinita Bastian finisce in una città detta “degli Imperatori” dove tutto sembra ribaltato e folle e i suoi abitanti sono completamente fusi e hanno dimenticato chi sono e perchè sono lì, insomma….un manicomio! O per lo meno un omaggio al Paese dei Balocchi di Collodi.
Infine abbiamo una pagina di filosofia Stoica trasportata in pieno tra tra le pieghe del libro e c’è pure spazio per una versione corretta di “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” che sappiamo tutti essere di Stan Lee e soprattutto di Spiderman.
Subito non ci credevo ma poi ho confrontato le date (Ende è morto nel 1995) e ho capito che era anche possibile solo che di norma un romanzo di questo tipo lo associamo ad una letteratura più retrò e quindi non riteniamo possibili certi crossover.
Bello, bellissimo…..infinito!!! Tante storie raccontate e tante da inventare e da narrare…ma come dice Ende (la Fine in tedesco): “Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta.”  Ciao ciao!

Ste Dussoni

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.

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