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Fontamara

di Ignazio Silone –
Vorrei lasciarvi qualche mia riflessione su un libro che – lo ammetto! – prima sottovalutavo: “Fontamara” di Ignazio Silone. Più precisamente, vorrei condividere con voi quali lezioni ho imparato da esso, avendomele impartite in modo così vivo, forte e poderoso come mai prima altro libro aveva fatto…
Tra gli innumerevoli messaggi e idee che questo libro veicola, due sono quelle che mi sono rimaste impresse:
1) L’importanza dell’istruzione: questa sembra respirarsi a ogni passo, a ogni pagina del libro, a ogni risposta avente un linguaggio astruso data alle domande dei “cafoni” fontamaresi, come quando vengono convinti dal Cav. Pelino a firmare un “foglio bianco” il cui contenuto nessuno sapeva a che cosa facesse riferimento o quando l’unica fonte d’acqua dei fontamaresi viene stabilito dall’Impresario, figura dei soprusi del potente sul debole, del tiranno sugli indifesi cittadini, dovrà essere deviata “tre quarti” alla città dalla quale proviene l’Impresario stesso e “tre quarti” ai fontamaresi, lasciando tuttavia questi ultimi a domandarsi quanto siano tre quarti e tre quarti, sino all’amara scoperta che a Fontamara l’acqua non si vedrà per almeno 50 anni (anche qui comunicati come “dieci lustri”).
2) Il gesto del Sacrificio (per gli altri): questo è incarnato da Berardo Viola, un personaggio burbero, distaccato dal resto del paesino, che imparerà, a causa dei soprusi che lui e la sua gente saranno costretti a sopportare, a “farsi i fatti suoi”, anche se questo non sembrerà bastare a tenerlo fuori dai guai (giacché sembra provenire da una famiglia di criminali da almeno tre generazioni), tormentato dal fatto di non avere terreni da coltivare e per ciò impedito nella possibilità di avere famiglia e che, in un qualche modo – non vorrei svelare troppo –, si sacrifica per la sua comunità, pensando almeno che sarà per essa un esempio…
E in effetti, se posso dire, Berardo Viola è, almeno per me, nel mio cuore, nella mia mente, un esempio altissimo del mirabile gesto del sacrificio. Insomma, credo sia da leggere, e questo credo valga ancora di più per le nuove generazioni…
Se ci fossero in ascolto delle professoresse o dei professori di Lettere, consiglio loro di suggerire questa lettura ai loro ragazzi; potrebbero esservene grati in futuro…

Matteo Celeste

I giovani non conoscono la storia, ma noi vecchi la conosciamo

Fontamara di Ignazio Silone
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"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine"
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