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Alaska

di Brenda Novak
Buon pomeriggio Amici lettori e non!
Oggi vi parlo di un libro letto per un gruppo di lettura in cui ci siamo prefissati di leggere un thriller al mese. Trovo che i gruppi di lettura siano decisamente stimolanti e alla fine è bello sentire le opinioni degli altri partecipanti. 
Nel mese di febbraio abbiamo scelto il romanzo “Alaska”, di Brenda Novak, primo capitolo della trilogia che vede come sua protagonista la psichiatra Evelyn Talbott.
Pubblicato nel 2016 sia in patria (titolo originale “Her darkest nightmare”), sia in Italia grazie alla casa editrice Giunti, dal titolo non possiamo che aspettarci uno dei posti più freddi del mondo, ovvero l’Alaska, più precisamente un paesino chiamato Hilltop.
Qui la dottoressa Talbot, con la collaborazione di altri medici specialisti, ha aperto una prigione di massima sicurezza per serial killer psicopatici, in cui i detenuti vengono scelti con cura in base ai crimini commessi e ai comportamenti manifestati.
A 16 anni la dottoressa Talbot è stata vittima di un’aggressione/tentato omicidio ad opera del suo ragazzo, Jasper.
Quest’episodio la segna a tal punto che decide di intraprendere la carriera universitaria e specializzarsi come psichiatra proprio per cercare di capire quali meccanismi mentali possano spingere le persone a diventare dei serial killer spietati che non provano alcun tipo di rimorso.
Essendo un piccolo paese, gli abitanti non sono molto propensi ad appoggiare l’apertura di questa prigione, perché temono delle ripercussioni negative; anche il sergente Amarok non ne è molto entusiasta.
Ciononostante, sembra essere molto attratto dalla dottoressa: nel proseguo della lettura si scopre che tra i due c’è stata una frequentazione, ma Evelyn, ancora turbata dall’aggressione subita in età adolescenziale, non riesce a lasciarsi andare e vivere una relazione in modo spensierato, riponendo la “giusta” fiducia nel genere maschile.
Mentre per i rapporti interpersonali sembra non essere portata, a livello professionale è sicuramente una donna che sa il fatto suo.
A turbare l’infinito e tranquillo inverno di Hilltop sarà il rinvenimento di un corpo smembrato; ovviamente i sospetti ricadono sui detenuti di Hanover House, la prigione gestita dalla dottoressa Talbot.
Sarà l’unico crimine che sconvolgerà i ritmi di questa tranquilla cittadina?
Non nascondo che la lettura è stata abbastanza scorrevole e ho trovato geniale l’inserimento di citazioni dei più famosi serial killer all’inizio di ogni capitolo.
Ciò che mi ha lasciato l’amaro in bocca è stato il modo in cui si è evoluta la storia: in copertina viene “etichettato” come thriller, ma a me ha dato più l’impressione di essere un romance con tanta suspense.
Viene dato largo spazio alla vicenda emozionale che coinvolge la psichiatra e il sergente; scritta bene, senza dubbio, ma avrei preferito un po’ più d’azione e meno sentimentalismi.
A ogni modo, è una lettura che mi sento di consigliare, perché l’autrice ha approfondito bene la parte riguardante la psicopatia omicida. 
Alla prossima!

Anna Rita Coluccia

Alaska
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"Se vogliamo conoscere il senso dell'esistenza, dobbiamo aprire un libro" Collaboratrice di Booklandia