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di Sophie Morgan –
Ideale seguito del Diario di una sottomessa, in questo nuovo libro Sophie Morgan ci racconta l’evoluzione della propria consapevolezza ma, soprattutto, della propria vita.
Risolti i conflitti con James e le sue incertezze e scottata dalla conclusione di quella che prometteva essere una storia importante, Sophie incontra Adam grazie ad un incontro combinato alle sue spalle dai suoi amici (ma anche ex compagni di avventure) Thomas e Charlotte, gli unici a sapere della sua vera natura.
Inizialmente diffidente ma sempre più coinvolta da questa figura che si rivelerà il Dominatore dei suoi sogni, l’Autrice dipana il suo racconto tra frusta e quotidianità.
Cosa accade quando Master e slave decidono di mettere su casa insieme?
Come vengono gestite le incombenze quotidiane ma, soprattutto, come può evolvere questo rapporto di fronte all’apparente monotonia della vita casalinga?
Come decidere chi cucinerà la cena, quando di lì a poco l’uno frusterà l’altra? E’ possibile passare dall’essere accoccolati sul divano guardando la tv all’essere umiliati e puniti?
Consiglio vivamente la lettura di questo libro a tutti coloro che vivono la relazione D/s non semplicemente come “gioco” o come “sessioni” estemporanee o pseudosportive ma come uno stile di vita che può accomunare e rendere speciale il rapporto di coppia. Il 24/7 è fattibile? Io dico di sì, lasciando ogni coppia libera di deciderne le modalità e facendosi una risata di fronte ai tetri “manuali comportamentali” di certi pseudomaster da combattimento.
Il perno principale di tutto il romanzo, ricordiamo scritto da una donna, è la dominazione mentale, il totale abbandono della mente di questa donna al suo uomo, di cui si fida ciecamente.
La relazione tra Sophie e Adam è una vera storia d’Amore in cui non c’è più spazio per rapporti promiscui o atti di voyeurismo ed esibizione. Non ce n’è bisogno.
Per tutti essi sono una coppia affiatata e normalissima, che va a lavoro, si divide i compiti in casa e che esce con gli amici a cena ma che conserva al proprio interno un sottile filo “nero” che li lega, li accomuna e li rende imprescindibili l’uno dall’altra senza falsi moralismi e solo con le restrizioni (poche per la verità) che essi decidono di porre.
E’ la conquista del senso di Appartenenza, dove c’è sempre voglia e spazio per dirsi un “Ti amo”.

Gerardo Capaldo

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"Aequam memento rebus in arduis servare mentem" Amministratore di Booklandia.