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Vite parallele. Alessandro e Cesare

di Plutarco –
Buon giorno! Finalmente l’ho finito! Dico finalmente perché mi è stata una lettura faticosa, andata avanti a strappi e con troppe pause; vengono per tutti quei momenti di pensieri o di azioni che ti portano lontano con la testa e non ti fanno concentrare a sufficienza su quello che hai davanti; praticamente è stato come guidare con una frizione disastrata che non riesce mai ad entrare al momento giusto….. ‘na catastrofe!
Plutarco si può definire tranquillamente il più grande biografo dell’antichità e forse l’inventore del genere. La sua opera “Vite parallele” metteva a confronto 22 personaggi che avevano in qualche modo, nel bene e nel male, caratterizzato la storia greca e romana fino a quel punto.
22 eminenti greci e romani messi in slalom parallelo per capire differenze, somiglianze, pregi, difetti e azioni che li hanno fatti salire qualche gradino più in alto della gran massa di persone comuni. In passato ho già affrontato qualche altro libro di Plutarco e adesso è venuto il momento dei due pesi massimi della storia: Alessandro il Macedone detto Magno e Caio Giulio Cesare Dittatore.
Plutarco parte dalla nascita del biondo eroe e ne racconta le gesta dalla modesta e barbara città di Pella fino al suo arrivo al Gange dopo aver conquistato un impero vastissimo e variegato per lingua e popolazione, il più grande impero prima di Roma. Una conquista rapidissima e travolgente da parte di un ragazzo ambizioso e assolutamente motivato a lasciare il segno su questa terra e partito da un regno da tutti (soprattutto dai greci) considerato semiselvaggio. Ma la corte macedone di allora era un covo di serpi della peggior specie e il giovane Alessandro ha solo un modo per affrancarsi dalla soffocante e intrigante madre Olimpiade e dal selvaggio Filippo che lo considera più o meno un buono a nulla.
Alessandro, di conquista in conquista distrugge l’impero persiano che per secoli ha costituito la più grande minaccia per le polis greche e arriva fino dove nessun uomo è mai arrivato (tipo Star Trek) ad una velocità assurda. Ma dopo aver rinunciato all’India inizia la fine, viene ferito e quel colpo lo porterà alla tomba. Il dopo era già iniziato con le vendette e le gelosie fra i satrapi e gli amici che si spartiranno così le spoglie territoriali del condottiero.
Cesare…..l’ambizione fatta uomo!!! Il suo desiderio di onori e di conquista va oltre il personaggio che è diventato addirittura un -ismo, un titolo regale e un modo di essere condottiero, quasi leggendario. Eppure anche lui era gracile e soffriva di crisi epilettiche, era nato in uno dei periodi più turbolenti della storia romana e ha contribuito a renderla assolutamente caotica. Le sue conquiste sul campo sono innumerevoli e le sue legioni hanno combattuto in tutto il mediterraneo e oltre…. ha creato l’impero universale ma ha pagato questa sua voglia di primato con 23 coltellate perché l’uomo che volle farsi re aveva scelto un popolo che non era ancora pronto per la monarchia.
Retore, condottiero, scrittore…. un mostro!!! Cesare fu semplicemente Cesare, non fu mai imperatore e anche se fu Imperator nell’accezione di condottiero, fu console, pontefice massimo e dittatore, e qualsiasi altra carica all’interno della vita politica di Roma e sconvolse ogni terra toccata; odiato e amato fino alla morte…
Il parallelo ci presenta così due uomini che hanno saputo sconvolgere il loro tempo e lo status quo, due uomini che non potevano piegarsi alle leggi ma che piegarono il mondo ai loro desideri. Plutarco scava così nelle loro biografie alla ricerca degli aspetti meno conosciuti come il loro carattere e i loro gusti ma senza il pettegolezzo di uno Svetonio, cerca e narra andando per grandi linee sui fatti principali e soffermandosi su quelli minori ma nel contempo sbaglia molto, riassume grossolanamente, fa molti errori di cronologia e molte omissioni; e molte parti sono andate perdute… purtroppo.
Assolutamente un bel libro anche se ho faticato ma non per colpa sua.

Ste Dussoni

Non sapete che il massimo della nostra vittoria sta nel non fare quello che fanno i vinti?

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
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