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Sotto le lune di Marte

di Edgar R. Burroughs –
Bene!!! Eccomi qua!!! Dopo tanti giri ho avuto anche il tempo di trovare una bella panchina al sole e godermi la lettura di questo volumetto che ho raccattato su una bancarella in Piazza Banchi il 25 Aprile scorso…tanto per non farmi mancare nulla! Burroughs, per chi non lo sapesse, è il papà letterario di Tarzan…. mica bau bau micio micio!!! Scrittore poliedrico e prolifico ha scritto qualcosa come 60 romanzi!!! …e senza perdere un colpo!! Questo è un fantasy/fantascientifico ambientato su Marte ed è il primo di una serie di 10, ma gli altri 9 per ora non so quali siano.
L’eroe per caso è il capitano John Carter che prima di morire riesce a far pervenire ad un erede il suo testamento con il racconto autografo delle sue mirabolanti avventure sul pianeta rosso. Ma siamo nella Virginia dell’800!!! Come c’è arrivato??? Il nostro, racconta che aveva scoperto una miniera d’oro e voleva iniziare a sfruttarla: per fare ciò aveva mandato il suo socio a comprare l’attrezzatura ma era stato inseguito e ucciso dagli indiani che poi avevano attaccato anche Carter che si era rifugiato in una grotta dove era svenuto….. e si è risvegliato su Marte ma solo in forma di spirito solido visto che il suo corpo era rimasto nella caverna sospeso nel tempo. Potenza della SF dell’800!!!
Marte è un mondo morente dove gli oceani si stanno lentamente ed inesorabilmente ritirando ma non è ancora ridotto al deserto che conosciamo ed è molto…ma molto….popolato!!! Carter incontra subito le creature più feroci e gigantesche del pianeta però con abilità riesce anche a farsele amiche, ad impararne la lingua e a diventare un personaggio importante. Queste creature hanno una loro civiltà violenta ma con una sua logica e sono in guerra con altre tribù, tra le quali quella degli Uomini Rossi (loro sono gli “uomini” verdi , ma sembrano più dei giganteschi sauri) che sono invece umanoidi….. Incomincia così una serie di avventure, lotte, battaglie, amore e amicizia in mezzo al caos di Marte morente e dei custodi dell’atmosfera. Un romanzo davvero epico con moltissima fantasia e anche un po’ di ingenuità ma le conoscenze astronomiche dell’epoca erano davvero misere e si può capire perché non c’era molta veridicità scientifica, ma senza sognatori come Burroughs o Verne la SF non esisterebbe.

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
Collaboratore di Booklandia.
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