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Prima di Piazza Fontana – La prova generale

di Paolo Morando –
Cinquant’anni dopo la strage di Piazza Fontana ha cambiato i destini di molte persone, le vittime in primis, ma anche di quanti hanno tratto dalle vicende di quella stagione un monito per un cambiamento spesso determinante nella concezione politica di quel periodo che è ormai entrato, violentemente e tragicamente, nella Storia del nostro Paese.
Nello specifico di questo libro, l’indagine di Paolo Morando, saggista e giornalista trentino, si sofferma sugli episodi e le inchieste che possono essere considerati come antefatti della strage del 12 dicembre ‘69 a Milano, episodi che non si svolgono necessariamente nel capoluogo lombardo ma che, per situazioni e personaggi coinvolti, rimandano a uno scenario che di lì a poco si stenderà come un macabro velo a coprire indizi e prove fino a quel momento apparentemente slegati fra loro.
Un libro inchiesta che, partendo dagli attentati alla Fiera Campionaria di Milano del 25 aprile di quello stesso anno, dimostra per mezzo di verbali di interrogatori e atti processuali, come venne architettata la fantomatica pista anarchica che produsse nei mesi successivi la costruzione del “mostro” colpevole della strage più efferata, quel mostro sbattuto in prima pagina e che rispondeva al nome di Pietro Valpreda, il colpevole perfetto sul quale si volle costruire un teorema accusatorio quasi su misura, tralasciando per negligenza o per scelta consapevole, di battere altre piste investigative, rivolte verso il fronte opposto a quello degli anarchici, quella destra eversiva che pur aveva in quegli anni dato più di un segnale di attività volta a minare, è il caso di dirlo, le Istituzioni democratiche dello Stato.
I personaggi citati sono quelli che saranno noti anche negli anni a venire, per le loro vicende giudiziarie ma anche tragiche, come per l’anarchico Giuseppe Pinelli o lo stesso commissario Luigi Calabresi, entrambi vittime loro malgrado di quella stagione, il già citato Valpreda e i fascisti Feda e Ventura, imputati e poi assolti per il reato di strage per Piazza Fontana anche se per gli ultimi due l’ombra del coinvolgimento diretto non è mai stata del tutto fugata. L’editore Giangiacomo Feltrinelli, coinvolto come presunto fiancheggiatore nel processo per vari attentati attribuiti in un primo tempo a gruppi anarchici; l’uso indiscriminato da parte dell’ufficio politico della polizia del quale il commissario Calabresi era un dirigente, di personaggi infiltrati che si rivelarono poi testi dai piedi d’argilla, per la scarsa credibilità che riuscirono a ottenere in sede processuale.
Questo libro inchiesta è poi anche un excursus del clima politico e sociale di quella fine di quel decennio che era stato testimone di cambiamenti e stati d’animo che avrebbero influenzato tutti gli anni a venire: le rivolte studentesche del’68, la stagione delle rivendicazioni sindacali culminate con l’autunno caldo del ‘69, il femminismo, la crisi dei governi di centro-sinistra.
Un libro per chi desidera documentarsi sui fatti di quegli anni ma anche per comprendere l’evoluzione della nostra storia successiva a quel periodo, il cui eco risuona ancora ai nostri giorni, nonostante il mezzo secolo ormai passato.

Roberto Maestri

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"Leggendo cerco me stesso". Collaboratore di Booklandia

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