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Preludio alla Fondazione

di Isaac Asimov –
Buonasera!!! Eccomi qua con la sorpresa che avevo annunciato la settimana scorsa, sempre nell’ambito di questa estate di riletture che mi ha portato a riscoprire libri che avevo letto molto tempo fa e magari soltanto una volta. Nel caso di Asimov invece si tratta di una 4^ o anche 5^ rilettura perchè rimane un autore del quale non riesco assolutamente a farne a meno e ho bisogno ogni tanto di ritrovarlo nel grande bar della mia vita di lettore. “Preludio alla Fondazione” di Isaac Asimov.
Questo volume sarebbe l’inizio ufficiale del ciclo dedicato alla Fondazione del nostro vulcanico autore, ma il libro in realtà è stato scritto ed edito nel 1982 quando era già stata pubblicata la quadrilogia ed era già diventata da tempo un best seller per gli appassionati del genere e non solo.
Asimov aveva già creato l’Impero Galattico e ne aveva raccontato tutte le vicende che lo avevano portato a cadere risorgere ed evolversi in un’altro soggetto politico come una crisalide di un baco da seta; ma come ha sempre sostenuto c’era comunque molto spazio per inserire nuovi volumi che ne integrassero le parti rimaste in sospeso o semplicemente accennate ma non sviluppate. E così il ciclo della Fondazione diventava un’esalogia ma nel momento in cui usciva in edizione Urania stava nascendo il 7° e ultimo capitolo della saga cioè “Fondazione Anno Zero” col quale poi ci avrebbe salutati per sempre visto che da lì a poco sarebbe defunto.
I libri asimoviani sono fatti di cicli che temporalmente sono consecutivi tra di loro e perciò chi volesse capire e leggere tutto dall’inizio dovrebbe partire dal Ciclo dei Robot, passare al Ciclo dell’Impero per poi arrivare alle Fondazioni…senza contare i vari Nemesis, Lucky Starr e Norby…. e altri, che si vanno comunque a inserire in qualche modo anche se fuori dai cicli principali.
Asimov poi aveva un vizio….non scriveva in maniera consecutiva ma quando aveva l’idea giusta per quel volume specifico e perciò ogni libro è nato senza sapere in che posizione si sarebbe trovato e in più in decenni completamente differenti perchè nel frattempo si dedicava a pubblicazioni scientifiche o a gialli e racconti non fantascientifici; perciò è una specie di caccia al tesoro che da molte soddisfazioni ma che fa venire mal di testa, mal di piedi e il fiatone! Il Preludio ci porta su Trantor che è il pianeta capitale dell’Impero Galattico, un mostro perchè è stato trasformato in un’unica grande città che ricopre tutti i continenti popolata da quasi 45 miliardi di abitanti con 800 distretti più il distretto imperiale che è l’unico a non avere una copertura ma che ha un immenso giardino e può godere del sole e del clima naturale, mentre il resto del pianeta (mari esclusi) e racchiuso in un’immensa bolla di plastica e acciaio climatizzata. Trantor è vicino al centro galattico, il buco nero, e governa su 25 milioni di pianeti abitati mediamente da almeno 4 miliardi di persone; un impero costruito piano piano in 12.000 anni di espansioni, guerre e colonizzazioni partendo da un punto ormai dimenticato da tutti che è diventato una leggenda; un mito perso nei millenni del quale non si è sicuri neppure che sia esistito  perchè la maggior parte dei documenti che lo riguardano o sono scomparsi o sono illeggibili; si favoleggia di un satellite gigantesco, di robot, di esseri umani dalla vita lunghissima e di un mondo che oltre a portare una sfiga tremenda forse è anche irrimediabilmente radioattivo….ma sono solamente leggende. Hari Seldon è un matematico del pianeta Helicon che si trova su Trantor per il festival della matematica che si tiene ogni 10 anni (tempo standard galattico) e ha incuriosito tutti perchè ha presentato un nuovo  studio chiamato Psicostoria che sembra poter permettere la predizione anticipata delle evoluzioni socio-politiche dell’umanità anche se lui garantisce in ogni modo e maniera che per il momento non può funzionare e non fa previsioni in stile astrologia. Ma ha comunque suscitato un vespaio e ha incuriosito anche l’imperatore che in questa fase storica è Cleon 1°ed è un sovrano decisamente mediocre ma che ha al suo fianco un primo ministro di altissima levatura politica: Eto Demerzel, che si muove come un moderno Richelieu alla corte di un novello Re Sole e che stende la sua ombra inquietante su tutto l’immenso possedimento cleoniano che, è bene ribadirlo, è fatto solo di esseri umani perchè nel mondo di Asimov non c’è posto per gli alieni o almeno non in questa sequenza temporale perchè in realtà esistono altri libri che invece prevedono ben 5 razze senzienti che sembrano poter collaborare tra di loro ma che invece cercano di farsi parecchi sgambetti…..ma in questo piano non ci sono!
Seldon termina la sua esposizione e viene contattato da Demerzel e da Sua Maestà per poter approfondire il discorso psicostorico e magari entrarne in possesso e usarlo come strumento politico per indirizzare l’opinione pubblica di un impero in evidente affanno e conclamata decadenza che sta scricchiolando in ogni sua parte sotto potenti forze centrifughe. Dopo il regale colloquio il professore vorrebbe tornare sul suo pianeta natale per continuare e approfondire i suoi studi ma entra in un gioco molto più grande che suo malgrado lo costringerà a restare su Trantor e lo porterà in giro per quasi tutto il colossale pianeta in un vortice di avventure e gialli scendendo sempre più in profondità, nei veri Abissi d’Acciaio,. C’è sempre un nuovo distretto nel quale rifugiarsi e un nuovo mistero nel quale ficcare il naso per cercare di dare un senso alla Psicostoria e per cercare di trovare il bandolo di una matassa molto vasta che potrebbe salvare il futuro dell’umanità dandogli un indirizzo sicuro ed evitandogli secoli di anarchia…..ma tutti ci voglio mettere le mani sopra per i propri scopi. È un viaggio di scoperta e di amicizia con Dors Venabili, dottoressa in storia all’Università di Streeling  e con un ragazzino furbo del distretto di Dahl; con personaggi molto meno affidabili e con molti doppiogiochisti invece sarà una vera partita a scacchi con colpi di scena a ripetizione nel ventre di questo immenso incubo planetario che poi non è altro che la trasposizione galattica dell’Unione Sovietica dove Asimov era nato prima di trasferirsi negli Stati Uniti.
È una mia idea ma se si guarda bene la composizione eterogenea di Trantor con i suoi distretti ognuno diverso dall’altro, con le sue folli tradizioni, i suoi titoli, le sue abitudini, le sue strade e le sue storie particolari, ci si può vedere benissimo dentro anche l’URSS con le sue 15 repubbliche tutte diverse una dall’altra e le migliaia di Oblast della madre Russia che costituiscono un puzzle pazzesco di nazionalità, religioni e tradizioni…. senza contare gli ex alleati del Patto di Varsavia. Asimov dall’esterno vedeva il monolite che stava cedendo e ne preconizzava il futuro crollo e immaginava come sarebbe stata la successione politica allargando un pochino l’obiettivo e trasportando tutto a milioni di anni luce da noi….e poi ha visto davvero il crollo del Muro!!! Il Preludio può non piacere perchè non ha l’impronta giallistica di altri libri ma sicuramente dà tutti gli elementi per capire poi il lavoro successivo perchè ci sono veramente mille allusioni e riferimenti che comprendo persino Fondazione e Terra che è l’ultimo volume del ciclo e che chiude il cerchio e poi rende meno misteriosa la figura di Hari Seldon che diventa realistica e non solamente un ologramma o un trafiletto dell’Enciclopedia Galattica. Felicissimo di averlo ritrovato!!!! Ciao ciao.

Ste Dussoni

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.