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Odissea

di Giovanni Conte –
Buon giorno! Di nuovo!!!! Ma allora è davvero un vizio!!! Va bene, prometto che per qualche giorno vi lascerò stare anche perché ho qualche volume un po’ più corposo in vista.
Intanto però chiudo la settimana in bellezza con una chicca che dormiva nella biblioteca di mio padre e che avevo letto solo una volta 25 anni fa mentre ero sul treno che mi riportava in caserma a Merano dopo la solita velocissima licenza.
Omero – “Odissea” feat by Giovanni Conte
L‘Odissea l’avevo proposta e commentata poco tempo fa ma di suo è un’opera che si presta a molte interpretazioni e anche alle parodie….. questa è una almeno a Genova è stata anche piuttosto famosa anche perché è difficile che possa essere letta fuori dai confini regionali visto che è scritta in dialetto Genovese.
Un dialetto difficile e mutevole a seconda di dove è posizionato in Liguria che facilmente si mescola con quelli delle regioni confinanti (e loro altrettanto) e che per sua natura diventa difficile da codificare, comunque è abbastanza comprensibile a tutti almeno entro certi confini.
Ricordo che anni fa (parlo degli anni ’70) ci fu una violenta campagna del Ministero dell’Istruzione per estirparlo dalle nuove generazioni per portare tutti a parlare italiano (che poi è un derivato di un dialetto e quindi dialetto di se stesso). Ma parlare dialetto non vuol dire solo essere retrogaradi ma anche consci di appartenere ad un luogo con le sue caratteristiche e le sue peculiarità che sono anche la parlata locale. In città il dialetto si perde ma appena fuori dai confini urbani ridiventa vivo e vitale e anche bello in qualche modo nella sua arcaicità.
Il genovese è difficilissimo da scrivere per via di tonnellate di accenti che ne complicano la lettura e lo fanno diventare una vera sfida con parole da rileggere più volte prima di trovare la giusta pronuncia.
Dopo il lungo preambolo veniamo all’Odissea con una domanda: e se Ulisse fosse stato genovese????
Oh belin!!!!
La storia non ci perde niente ma i luoghi diventano più famigliari e meno esotici e così Pisa diventa Troia, Alcinoo è il Re di Savona, la maga Circe sta a San Fruttuoso e Polifemo ai Balzi Rossi, e Calypso è sull’isola di Bergeggi e via scorrazzando avanti e indietro per le Riviere da Levante a Ponente mentre gli dei litigano, mangiano e trombano sul Monte Fasce invece che sull’Olimpo.
Il dialetto poi si può prendere qualche libertà e così il nostro Ulisse che nella storia omerica rifiuta ogni profferta sessuale in questo caso cede spesso e volentieri prima di tornare alla sua Genova.
ah! dimenticavo…..lo sapevate che Ulisse in realtà si chiamava Lüsciandrō, e Calypso era conosciuta come Carlotta???
Ci si diverte davvero, si ride parecchio sotto i baffi anche quando le scene sono un po’ più ardite ma in fondo è il bello di una parodia…vero???

Ste Dussoni

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.