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Neppure un rigo in cronaca

di Gino & Michele –
Buongiorno!!! Eccomi finalmente di nuovo tra di voi!! Chiedo scusa per l’assenza un pochino più lunga del solito ma ho cambiato turno al lavoro e con questo ho perso la verve che se ne andava via insieme al sonno accumulato in questi giorni, e perciò anche il libro più breve sembrava la Bibbia! Cosa leggere sotto l’ombrellone?? Annoso quesito tipico di ogni estate che serpeggia sotto traccia da giugno a settembre come se fosse possibile prevedere quale titolo ci accompagnerà per tutta la durata delle ferie…e mi sovviene una domanda: “ma un libro vi dura 15 giorni?” e poi: “ma andate tutti al mare??”; sarà perchè ci vivo tutto l’anno ma appena mi accorgo che arrivano i turisti mi viene voglia di trasferirmi in Groenlandia per evitare bagni di folla non voluti, e ricerche affannose di parcheggio; mentre le tipiche famigliole con materassini e secchielli ti guardano con lo sguardo felice di chi ti ha appena rubato l’unico buco disponibile e sembrano dire: “gira fesso che noi siamo già in spiaggia”, peccato che non me ne importa nulla, io voglio andare solamente a casa e tra un’ora magari scendo al mare comunque e ci sto finchè non spunta la luna mentre tu stai morendo in coda…tiè!
Neppure un rigo in cronaca” di Gino & Michele.
Milano fine anni ’50, non ancora la Milano da bere e nemmeno quella odierna delle piste ciclabili o della Lega; una Milano ancora a dimensione umana ma sempre grigia e laboriosa con le sue case di ringhiera e le sue vie dritte che muoiono in periferia. Una periferia non ancora soffocata dal traffico, dalle tangenziali e dai mille quartieri satellite che promettono una vita migliore….una Milano che parla ancora il dialetto e che vive tra le piazze e i “trani” non ancora cantati (e rimpianti) da Gaber o Jannacci; una Milano rustica e ancora un po’ paese che comincia però a richiamare gente da tutta Italia …. i “teroni”. È l’Italia di Mattei e dell’ENI, dell’Autostrada del Sole, della 500 e di tutti i clichè diventati ormai famosi e indimenticabili.
Sul finire del decennio si comincia a sentire l’odore del boom economico in arrivo, la ricostruzione del dopoguerra ha portato molte trasformazioni, soprattutto urbanistiche e in un angolo della città, zona Porta Romana, è sorto una specie di fungo di cemento che vorrebbe ricollegarsi idealmente al Castello Sforzesco e che sembra voler rappresentare lo slancio verso un futuro radioso…la Torre Velasca! In una delle sue tante piazze un gruppo di personaggi piuttosto ambiziosi ma molto dilettanti cercano di portare a segno il colpo che li renderà famosi e degni di finire in prima pagina su tutti i quotidiani locali e nazionali.E così cominciamo piano piano a conoscere i nostri protagonisti, le loro storie personali, i loro vizi, i difetti, i loro piccoli intrighi di quartiere e le loro aspirazioni fino a capire come si sono messi assieme e a cosa puntano anche se non hanno fatto i conti con la Dea Bendata che al momento giusto se la svigna lasciandoti solo in mutande senza “neppure un rigo di cronaca”.
Gino e Michele sono diventati famosi per “Le anche le formiche nel loro piccolo si incazzano“, qui si cimentano in un giallo breve ma molto caratteristico godibile che ci porta in una Milano ormai dimenticata e lontana. In questa estate 2020 mi sono messo spesso a rileggere libri comprati anni fa e letti in tempi “internet free” dove fare un commento era un lavoro per addetti del settore e non per dilettanti allo sbaraglio come me; così ho deciso di ritrovare questi volumi e di proporli ad un pubblico che magari non ne ha mai sentito parlare soltanto perchè nel frattempo ne sono usciti milioni di altri ma che potrebbe trovare lo spunto per voltarsi a guardare anche tra le vecchie pubblicazioni e non solo le nuove uscite. Spero di fare cosa gradita, ai lettori e anche agli autori!
A presto.

Ste Dussoni

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.

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