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La nostra casa è in fiamme

di Greta Thunberg, Svante Thunberg, Beata Ernman, Malena Ernman –
Ho deciso di affrontare il tomo della Thunberg in ricordo dell’adolescente che sono stato, cresciuto con il mito degli attivisti di Greenpeace che assaltavano le baleniere e memore dei miei campi estivi con Lega Ambiente. Mi aspettavo un volume incentrato sulle ragioni che hanno fatto diventare famosa una ragazzina svedese che da sconosciuta studentessa è diventata la paladina della battaglia contro il cambiamento climatico arrivando a parlare al cospetto del Parlamento Europeo, delle Nazioni Unite, del Forum Economico Mondiale di Davos permettendosi anche di strigliare i senatori italiani, di salutare il Papa e di ispirare manifestazioni a livello mondiale con il movimento “Friday For Future” .
In realtà è soprattutto un racconto, dal punto di vista materno, delle vicende della famiglia Thunberg e delle difficoltà che hanno dovuto affrontare nella gestione dei disturbi comportamentali della figlia, dovuti alla sindrome di Asperger.
Anzi no, delle figlie perchè pure la sorellina Beata sviluppa seri problemi neuropsichiatrici, con l’ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), disturbi ossessivi-compulsivi e disturbo oppositivo provocatorio.
Anzi no, delle figlie e pure della mamma perchè anche alla signora viene diagnosticata l’ADHD con segni di depressione ed esaurimento emotivo.
Pure i cani, Moses e Roxy, pur se affettuosi vengono descritti come disubbidienti.
Quello più equilibrato, per il momento, è il padre-marito il sig. Svante Thunberg che è il vero eroe silenzioso della vicenda non abbastanza enfatizzato.
E’ chiaro che in questo contesto non è difficile vedere un mondo di gente esaurita in un pianeta esaurito dove il peggioramento del clima e le difficoltà quotidiane siano tutti sintomi di una stessa malattia: l’aver voltato le spalle a se stessi e conseguentemente, dicono, alla Natura.
Il racconto va avanti così, tra un consulto psichiatrico, le difficoltà scolastiche e sociali, i gravi disturbi comportamentali delle bambine, i proclami contro i combustibili fossili, le relazioni scientifiche allarmanti e i conteggi sulle emissioni in atmosfera.
Personalmente ho trovato più interessante la battaglia quotidiana contro la disabilità pur tenendo conto che i Thunberg, lei cantante d’opera lui attore, sono dei privilegiati vivendo in una nazione come la Svezia dove il welfare statale è qualitativamente tra i più elevati al mondo.
Tutto il resto è abbastanza ripetitivo (ossessivo-compulsivo?), già noto e soprattutto non mi ha dato la risposta che cercavo: come ha fatto Greta a arrivare sul palco delle Nazioni Unite? Forse la risposta la si trova in questa frase:

Certi giorni sembra quasi di vivere in un romanzo.
Ma di questo scriveremo nel prossimo libro.

Gerardo Capaldo

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Discorso di Greta Thunberg per il clima
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Aequam memento rebus in arduis servare mentem
Amministratore di Booklandia.
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