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La mia Londra

di Simonetta Agnello Hornby –
In tempi di Brexit può essere interessante scoprire come in tempi non sospetti, un’italiana sia riuscita a integrarsi nella vita londinese in un’epoca in cui la cosiddetta fuga di cervelli non era ancora considerata un’emergenza nazionale.
Le origini familiari della Agnello non corrispondono certo a quelle di tanti giovani connazionali che ai nostri giorni vanno a cercare uno sbocco lavorativo oltremanica, qui si tratta di una rampolla di una nobile famiglia siciliana che agli inizi degli anni sessanta decide di proseguire i propri studi in una università britannica, forte di una condizione sociale ed economica che contribuisce ad appianare le molte difficoltà che una scelta di questo tipo può comportare in condizioni meno agiate.
Diverso il contesto e diverse le motivazioni di partenza ma, se vogliamo, ciò che ci descrive l’autrice nel suo libro è ugualmente significativo per comprendere le difficoltà e le opportunità che una scelta come quella di dare inizio alla propria vita al di fuori della famiglia di provenienza e in special modo in un paese straniero possa risultare formativa nella crescita di una persona a quell’età.
Il quadro che esce dalle pagine della scrittrice siciliana è quello di una Londra nel pieno del suo fermento culturale, quello pre-sessantotto definita Swingin London, in un certo senso la risposta britannica alla Beat Generation statunitense e come la città si sia trasformata nel tempo spesso dettando il ritmo dei cambiamenti che avrebbero avuto ripercussioni nel resto del mondo, fino ai nostri giorni, passando dagli episodi sconvolgenti a seguito degli scontri razziali dei quartieri più poveri, alla tranquilla e formale vita della middle class della City.
La sua professione, quella di avvocata, permette alla Agnello Hornby di entrare in contatto con un’umanità variegata, proveniente da tutti i ceti e le consente perciò di fare un’analisi particolareggiata di molti dei tipi che popolano la capitale britannica.
Il libro però si presta anche ad un’altra chiave di lettura: La mia Londra può essere letta anche come fosse una guida turistica che permette al lettore di scoprire strade e quartieri solitamente non citati nelle guide canoniche o descritti sbrigativamente fra le notizie secondarie. Ed è proprio in questo senso che mi sono personalmente cimentato a leggere questo libro in occasione della mia ultima visita a Londra, divertendomi a esplorare i percorsi descritti e spesso consigliati da questa inusuale guida.
Un libro che offre quindi due possibilità di lettura, l’una da consumare nella staticità di una lettura tradizionale su una comoda poltrona e l’altra, itinerante, percorrendo le strade descritte nel libro con un occhio alle pagine e uno ai passi che questo ci stimola.
Buona passeggiata dunque, in qualunque modo vogliate visitare questa città tutta da scoprire anche per chi ha già avuto modo di frequentarla in passato.

Roberto Maestri

La mia Londra
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"Leggendo cerco me stesso". Collaboratore di Booklandia