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La giovinezza di Tarzan tra le scimmie

di Edgar Rice Burroughs

Buonasera!!! Pochi giorni fa ho presentato il bellissimo libro di un’amica e l’ho vissuto come una vera cavalcata delle Valchirie perchè il libro mi ha entusiasmato così tanto da finirlo in un giorno solo e mi ha lasciato comunque scarico; non so se a qualcuno succede ma quando si trova empatia in un racconto poi nel momento che se ne esce ci si trova indolenziti e svogliati come se avessimo dormito malissimo o come se avessimo un inizio di depressione. Ovviamente la prima azione è quella di provare a riprendere la marcia ma le gambe sono così pesanti che ogni passo pesa una tonnellata e si ha bisogno di stimoli eccezionali per ritornare al livello di adrenalina appena smarrito…..e forse l’ho trovato in:
La giovinezza di Tarzan tra le scimmie” di Edgar Rice Burroughs.

Burroughs non è un autore nuovo per me perchè in passato l’ho incontrato nelle vesti di autore di fantascienza con la serie di avventure marziane del Capitano John Carter con mia grande soddisfazione di lettore appassionato del genere. Ma è in primis il papà di Tarzan, il signore delle scimmie e il re indiscusso della jungla col suo urlo tipico diventato famoso in tutto l’orbe terracqueo grazie alla televisione.
Il signore di Greystoke è il figlio adottivo di un branco di gorilla delle foreste pluviali africane e ci arriva grazie all’ammutinamento dell’equipaggio  del veliero che trasportava i suoi genitori alla scoperta del Continente Nero; i due sposi vengono abbandonati su una spiaggia disabitata dai ribelli che hanno ucciso il loro violento comandante e non vogliono avere a bordo testimoni scomodi oltre che nobili e perciò li mollano senza troppe cerimonie e spariscono in fretta.
Per due lord inglesi riadattarsi alla vita selvaggia dopo una storia fatta di agi e benessere è traumatico. La madre muore poco dopo per i postumi di un brutto incidente e il padre la seguirà poco dopo per l’assalto dei gorilla lasciando il piccolo Tarzan in balia del branco; ma una femmina decide di scambiare il proprio cucciolo ormai defunto con il piccolo erede bianco che diventerà a tutti gli effetti membro del branco e dovrà difendere con le unghie e con i denti la propria posizione per non essere eliminato.
La sua superiore intelligenza di essere umano gli consentirà di sopravvivere e diventarne addirittura il capo anche se sentirà, col passare degli anni, sempre più la propria diversità che lo porterà ad esplorare la capanna dei propri genitori e piano piano anche ad imparare a scrivere da autodidatta pur non parlando assolutamente che la lingua delle scimmie e degli animali della foresta.
Fondamentale per Tarzan sarà un altro naufragio che porterà in quelle remote terre nuovi uomini bianchi e soprattutto la bella Jane che gli darà motivazioni importanti per cominciare ad evolversi da scimmia a uomo.
Ho riassunto parecchio e ho tralasciato una bella serie di avventure che nel libro avvengono ben prima  dell’incontro con Jane per non raccontare davvero tutto quanto. Nel libro comunque emergono alcuni punti principali: l’uomo bianco, anche se inselvatichito, è comunque superiore a tutti gli abitanti del mondo che lo circonda, soprattutto se è di stirpe inglese.
I “negri” (il libro non è moderno e la traduzione non è stata fatta in tempi recenti) sono comunque selvaggi, violenti e antropofagi; le grandi scimmie in compenso sembrano essere più intelligenti degli stessi uomini africani; ed infine….l’Africa è un continente selvaggio da redimere e conquistare!!! Cioè, in poche parole, tutta la normale visione ottocentesca che poi ha portato al colonialismo!
Detto questo Burroughs ci regala un vero eroe che salta come un agile felino tra gli alberi, si batte per la giustizia e lotta per i suoi desideri fino al sorprendente finale. Non c’è Cita che accompagna il nostro uomo e manca il candore Hollywoodiano al quale eravamo abituati…..è selvaggio e violento ma ha un grande cuore e non spaventatevi se sentirete un urlo possente che squarcia il silenzio della natura selvaggia!

Dall’incipit del libro:

Questa strana storia me la raccontò un tale che non aveva alcun interesse a ripeterla anche ad altri. Furono certe bottiglie di vin vecchio che lo invogliarono ad iniziare il racconto; e, il seguito, lo seppi grazie ai miei atteggiamenti di dubbio.
La mia incredulità, che aveva sorpreso il mio ospite, lo spinse a terminare il racconto iniziato per effetto di quelle certe bottiglie, quando già mi aveva raccontata la storia fino a un certo punto. Mi mostrò alcuni manoscritti sciupati dall’umidità e alcuni documenti irti di cifre dell’ufficio coloniale britannico per sgominare i miei dubbi e per confermare i punti salienti della strana storia.
Certamente io non mi rendo garante di quanto sto per raccontare, perchè non fui testimone; ma per il motivo che darò ai personaggi dei nomi immaginari è facile comprendere che i miei dubbi sono completamente sfumati.
Sia i documenti che le pagine logore del diario di un tale morto da molti anni hanno una precisa concordanza con la storia del mio ospite. Ecco dunque il racconto sulle basi delle varie fonti a mia disposizione. Se, così, come ve lo presento non vi parrà attendibile, riconoscerete almeno che interessa ed eccita la curiosità, ed è nel suo genere, unico


Ciao ciao

Ste Dussoni

La giovinezza di Tarzan tra le scimmie

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Ste Dussoni
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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.