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Il serpente di Venezia

di Christopher Moore –
Buon pomeriggio e buon giovedì a tutti…. Oggi giornata calda e invitante ma ho avuto da fare e perciò l’ho sfruttata male ma è ancora utilizzabile come una vecchia scarpa….si può ancora camminare fino a stasera! Cosa abbiamo oggi in cantiere di bello???
Il serpente di Venezia” di Christopher Moore.
Ormai ho imparato ad adorare ogni lavoro di Moore che ho avuto la fortuna di poter leggere in questi anni e che ho affannosamente ricercato su tutti i siti possibili e immaginabili, e adesso vi posso annunciare fieramente di essere arrivato all’ultimo volume dell’opera omnia prodotta fino a questo momento….. ti adoro californiano pazzo….pazzo come il protagonista del Serpente…anzi: Fool!!! Il Serpente è la continuazione delle avventure del Matto (o Joker) che aveva preso vita tra le pagine del libro Fool! e che ne aveva combinate di tutti i colori ai tempi del primo libro. Una lingua tagliente come un rasoio, una dotazione sessuale imponente, un gigantesco apprendista sempre in fregola con la capacità di memorizzare alla perfezione ogni singola parola di un discorso (e anche la dote di imitare perfettamente ogni voce) e una scimmia con la passione smodata per i cappelli….e un fantasma, perché c’è sempre un fantasma in ogni storia che si rispetti.
Taschino è l’indiscusso protagonista di questa storia che è una girandola di emozioni, discorsi, tradimenti, omicidi, corruzioni, battaglie e bellissime donne non proprio caste e pure ma non sempre generose, il tutto con lo sfondo fantasmagorico di una Venezia dorata e più immaginata che reale. 
La maggior parte dell’azione si svolge fra i canali della laguna ma c’è spazio anche per Genova e la Corsica. Moore ha il dono di trasformare in risata anche le situazioni più tragiche e qui lo fa usando a piene mani ben due tragedie di Shakespeare: Otello e Il Mercante di Venezia fondendole in un’opera sola dove Taschino regna sovrano e poi ci mescola con saggezza anche un raconto di Edgar Allan Poe e, per dare sapore al cocktail ci infila Marco Polo e un drago cinese di nome Viviana.
Non vi posso raccontare la storia che è davvero intricata come i peggiori cespugli spinosi e non ne verremmo più fuori nemmeno dopodomani (e voi dovete andare dal barbiere) ma vi dico che si ride, si ride grasso con battute fulminanti a volte un po’ sboccate e si ride fino quando si passa sulle corde di Sir William e si ritrova l’opera originale che traspare come l’ordito della tela o come inchiostro simpatico al calore di una candela.
E adesso non mi resta che aspettare il prossimo volume e ringraziare ancora una volta chi mi ha fatto comprare quel primo libro tanto tempo fa alla Fiera di Torino ben conoscendo i miei gusti letterari per la scrittura un po’ folle e meno ortodossa. E adesso vi saluto mentre continua il sottofondo musicale di Sade (la cantante…non il Marchese) che mi accompagna da quasi un’oretta! Ciao ciao.

Ste Dussoni

Il serpente di Venezia

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.

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