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Il Pugno dell’Uomo

di Davide Del Popolo Riolo –
Buon giorno e buone feste!!! Avete mangiato??? O siete ancora con i piedi sotto il tavolo a raccogliere le briciole di torrone e a sgranocchiare l’ultima mandorla rimasta??? Io pensavo di fare un mezzo ponte e invece non ho fatto nemmeno una passerella rotta e sono andato a lavorare e semmai mi organizzerò una cena immacolata….ho i ravioli in freezer!  Nel frattempo ho finito: “Il Pugno dell’Uomo” di Davide Del Popolo Riolo.
Torno dopo un pochino di tempo a riprendere in mano un volume di Urania e mi ritrovo un romanzo ad alto tasso di distopia che mi porta su un pianeta lontano, e senza nome, in una città enorme e complessa ma che nessuno si è mai preso la briga di battezzare e che per tutti è semplicemente La Città.
Un pianeta dove è arrivato l’uomo molto tempo fa ma ha dimenticato il come e il quando, si sa solo che i primi colonizzatori sono venerati in maniera quasi religiosa e sono chiamati “Gli Antichi” ma ormai di questi navigatori dello spazio non si sa praticamente quasi nulla.
La Città è un corpo enorme che si adagia su 9 colline sopra alle quali veleggiano le Torri abitate dall’aristocrazia locale (i Patrizi) che discendono in linea diretta da quei lontani progenitori celesti ed è governata in linea matriarcale da una Sindaca che appartiene sempre e soltanto ad un’unica famiglia e governa coadiuvata da un consiglio democraticamente eletto ciclicamente mentre la signoria è retta a vita.
Ma nella Città convivono altre tre razze umanoidi arrivate anche loro molto tempo fa e che abitano da sempre i bassifondi chiamati le Fosse, un luogo malsano e polveroso coperto di smog da carbone e da fetori e liquami; anche se molti di questi umanoidi hanno trovato il modo di elevarsi e di lasciare quella discarica di corpi per salire almeno in parte la scala sociale. Così nel tempo i Pallidi (succhiatori di sangue, specie di vampiri diurni che però non si nutrono solamente di liquido ematico e non vivono solo di notte ma anche alla luce del sole), i Sabbiosi, grigi umanoidi spesso poco intelligenti e gli Uomini Pesce, ma soprattutto le Donne Pesce che solitamente praticano l’antico mestiere della prostituzione sessuale. Una città che vive di carbone e vapore nel più classico stile steampunk, stratificata come l’inferno dantesco che però ha raggiunto un suo equilibrio sociale fintanto che qualcuno non arriva a scombussolare le carte. Questo corpo nero e obeso è l’unico luogo di civiltà in questo mondo perché è circondata dal Mare Verde che la circonda popolato di mille tribù indipendenti che però non vogliono avere nulla a che fare con questo bubbone impiantato artificialmente nelle sue carni.
La vecchia Sindaca muore e, secondo tradizione, ne prenderà il suo posto la giovane nipote che ha tutta l’intenzione di prosegue la politica di ferreo controllo ma anche di benevolenza sui cittadini in modo da garantirne sicurezza e pace sociale; ma dalle Fosse si leva un uomo nuovo che aizza gli umani e fomenta odio verso gli umanoidi che considera inferiori e portatori di germi e soprattutto di quell’oscuro male chiamato Febbre dei Tre Giorni che si sta portando via molte persone anche importanti. Tutto parte da un infuocato discorso in una vineria (e io ne ricordo uno in una birreria di Monaco) per propagarsi come un incendio in tutta la città; il partito è detto Il Pugno dell’Uomo e sta scatenando i più bassi istinti in quella parte di popolazione che si sente oppressa e defraudata del suo potere….come andrà a finire???
Un romanzo che ricalca molte vicende avvenute nel nostro mondo non molti decenni fa e che ancora non abbiamo del tutto assimilato e compreso; una ampia gamma di personaggi, pensieri e situazioni che si sono già visti nella realtà. Amicizie che si rompono, famiglie che si disintegrano, equilibri sociali che saltano in un’orgia di violenza e odio verso il diverso, verso il più debole, verso tutto quelle persone che non sono gradite e sono considerate inutili e dannose; c’è spazio anche per una citazione nascosta del Maresciallo Tito (all’epoca nei confronti degli italiani) con una deportazione degli sgraditi su un’isola e poi qui lasciati morire senza nessuna assistenza o cura. E poi 20 anni dopo qualcosa succederà… Romanzo molto intelligente e scorrevole in una città che non ha nulla di extraterrestre e le vicende sono davvero molto, molto umane…..anche troppo!

Ste Dussoni

Il Pugno dell'Uomo

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.