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Il fantasma dell’abate: La tentazione di Maurice Treherne

di Louisa May Alcott –
Buonasera!!! Se si sopravvive al traffico di Genova si ha diritto ad un bonus di qualche anno in più di pensione o almeno a degli sconti in farmacia perchè è veramente una roulette russa ogni maledetta sera, e meno male che vado a lavorare in bicicletta così non resto intrappolato nella scatoletta di metallo….ah! Volevo dire a tutti gli scooteristi che si fanno prendere la mano dai loro potenti e plasticosi mezzi che alla fine della corsa il premio è un mazzo di fiori e una targa ricordo nel punto dove vi siete piantati …e due righe in memoria sulla rivista on-line: “Cimiteri Itineranti”. Troppi scemi che fanno rimpiangere il lock down (o forse sono solo down…con rispetto per i portatori del gene in più). E veniamo alla nostra ultima lettura: “Il fantasma dell’abate: La tentazione di Maurice Treherne” di Louisa May Alcott ….nella nuova traduzione di Isabella Nanni.
La Alcott la conoscono quasi tutte le signore perchè è la famosa autrice di Piccole Donne, romanzo di formazione quasi obbligatorio nel bagaglio di ogni esponente del gentil sesso almeno delle generazioni fino alla mia. Ma non ha scritto solo romanzi di genere amoroso, sentimentale, di crescita…etc. etc… ma ha esplorato anche altri campi magari usando qualche pseudonimo per non rovinare l’aura del personaggio Alcott.
Questo libro si può definire un romanzo breve di stampo molto ottocentesco. Maurice Treherne (che io pronuncio Tre Ernie) è un facoltoso giovanotto inglese che durante una spensierata vacanza parigina combina qualche marachella di troppo dalla quale è meglio dileguarsi velocemente insieme a suo cugino Jasper, ma nella frettolosa fuga i due non fanno i conti con la sfortuna e la nave su cui viaggiavano decide di affondare; i cugini si salvano ma Maurice rimane su una sedia a rotelle. In seguito a questi incidenti, soprattutto allo scandalo in terra francese, Maurice viene diseredato dal ricco zio in favore proprio di Jasper. La sera di natale tutta la famiglia e gli amici si ritrovano nella grande villa del fu zio che è stata costruita da un lontano parente demolendo una vecchia abbazia, preservandone solo una piccola porzione. In occasione delle feste natalizie e di capodanno quindi si ritrovano così i cugini e anche le cugine e qualche personaggio che forse ha a che vedere con gli eventi del passato e con qualche segreto rivelato solo a metà.
Incomincia così una commedia delle parti fatta di ammiccamenti, frasi sussurrate, relazioni amorose molto torbide e incroci pericolosi e pericolosissimi….e qualche storiella di fantasmi.
Un racconto  molto ben congegnato con un pizzico di horror gotico tipico dell’epoca vittoriana e tante galanterie che oggi sarebbero forse un pochino stucchevoli; storie che si intrecciano e che svelano piano piano tutta la trama sotterranea e le molte ipocrisie, dove tutti i personaggi giocano a lanciare il sasso nascondendo la mano, fino al finale a sorpresa.
E i fantasmi???  …. forse sono solamente i fantasmi del passato comunemente chiamati rimorsi.
Isabella Nanni riveste di tutto punto un libro poco conosciuto e un po’ datato che con le precedenti traduzioni oggi sarebbe piuttosto ostico alla maggior parte dei lettori e che invece si svecchia e diventa un gioiellino molto lucente da rimirare di continuo e da tenere in biblioteca.
Arrivederci e alla prossima!

Ste Dussoni

"Il fantasma dell'abate: La tentazione di Maurice Treherne"

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.