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Il compagno don Camillo

di Giovannino Guareschi –
Buon giorno!!! E che giorno!! Dopo il temporale di ieri oggi ci si può godere una giornata fantastica…..peccato solo che la mutua volge al temine e dovrò rientrare a lavorare; ma il tempo per leggere lo trovo ugualmente. Detto ciò veniamo a noialtri: Il compagno Don Camillo.
Forse il libro più famoso di tutta la saga di Mondo Piccolo e sicuramente il film più conosciuto, ma tra film e libro le differenze ci sono e anche belle evidenti. Scene modificate, situazioni che non rispettano l’impianto originale e un finale totalmente riscritto!
Vi invito a leggerlo e a fare il confronto, ne resterete sorpresi.
Il compagno Don Camillo è un libro a sè che nasce in una situazione completamente diversa rispetto ai racconti precedenti; intanto è organico e racconta attraverso i capitoli una storia unica mentre tutte le altre storie avevano solo il legame dei personaggi e dell’ambientazione; poi non è nato sulle pagine del Candido perché ne frattempo Rizzoli l’aveva chiuso litigando anche con l’autore che si era fatto pure mandare in galera per aver calunniato l’allora presidente della repubblica Giulio Einaudi e soprattutto il presidente del consiglio Alcide De Gasperi.
Guareschi sconta così 13 mesi di galera!
Il libro lo aveva scritto ben prima ma poi non era appunto stato pubblicato, e cosa ci racconta?
Sappiamo tutti che Giovannino era monarchico convinto, grande avversario della neonata repubblica, satirico, pungente e feroce anticomunista, aveva in odio i primi governi di centrosinistra (DC + PSI) perché li considerava innaturali e un tradimento.
Perciò per lui la Russia (o come era allora: l’URSS) e lo stalinismo erano il male che invece di portare benessere avrebbe solo portato un’altra dittatura.

Se hanno creduto a Carlo Marx, qualunque balla gli racconti andrà bene!

Il “Compagno” nasce nel clima di distensione del dopo Stalin e dell’avvento al potere in URSS di Kruscev quando sembrava possibile rompere il muro di silenzio della cortina di ferro.
Il viaggio di Don Camillo serve a Guareschi per far vedere che il paradiso del PCI era un po’ diverso da come forse veniva immaginato visto che allora non se ne sapeva nulla.
Racconta quindi della povertà dei contadini e degli operai, dell’industrializzazione forzata a colpi di piani quinquennali, dei milioni di morti lasciati dal passaggio della seconda guerra mondiale e dei tanti italiani morti per colpa della politica scellerata del Duce; racconta anche dei prigionieri di guerra che per molti anni non poterono rivedere casa perché obbligati a lavorare per ripagare il debito di essere rimasti vivi; e ovviamente anche della libertà di religione che non c’era.

Compagno, chi ha avuto venti milioni di caduti in guerra non può preoccuparsi dei cinquanta o centomila morti che il nemico gli ha lasciato in casa.

Guareschi racconta l’URSS degli anni ’50/’60 con l’occhio del giornalista di parte avversa quindi giudica e critica quello che vede attraverso gli occhi di Don Camillo e di quelli degli altri 10 compagni di viaggio, ognuno con a sua visione: il belloccio conquistatore di femmine in cerca di avventure, lo scaltro affarista, quello col fratello sepolto in un campo di grano, quello che cercava l’antico amore dei tempi di guerra, il compagno convinto e quello dalla fede vacillante…..
Persino Peppone ha il suo scheletrino nascosto.
Avventure, disavventure e riflessioni in versione semiseria raccontate da un prete in incognito nella terra del KGB.

Ste Dussoni

il compagno don camillo

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
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