Cara Cina

di Goffredo Parise –
E rieccomi di nuovo qua!!!! Meglio scrivere di libri che lasciarsi andare a pensieri cupi e ricordi molesti…non siete d’accordo anche voi???
Sembra quasi che il destino mi abbia fatto uno scherzo a mettermi in mano questo libro che parla di Cina visto che negli ultimi tempi i telegiornali non fanno altro che trasmettere notizie riguardanti la cosiddetta Via della Seta e i continui attriti tra Pechino e Washington per motivi economici e di leadership mondiale.
Ebbene! Io mi ritrovo questo volume che parla della Cina di fine anni ’60, quella di Mao Tse Tung (o Zedong, a seconda della grafia più di moda) della Rivoluzione Culturale e del Balzo in Avanti; la Cina del secondo dopoguerra che aveva la metà degli abitanti di oggi, che erano comunque tanti, che era ancora molto rurale, andava in bicicletta e vestiva tutti uguali seguendo le direttive del Grande Timoniere e dell’idea marxista più pura, comunque già in aperto contrasto con Mosca e con l’imperialismo USA che bussava prepotentemente alle porte dell’ex Celeste Impero in Vietnam e Corea.
Goffredo Parise fa il giornalista e viaggia per l’immensa nazione/continente seguito costantemente dai vigili emissari di Pechino, guidato come un bambino per non fargli vedere più in là del lecito.
Ogni capitolo è un breve articolo di giornale scritto con piglio divertito e acuto di chi sa guardare oltre a ciò che vede; intervista così i contadini, gli operai e qualche uomo di potere e cerca di capire dove sta andando un paese che sembra granitico e monolitico nelle sue intenzioni e che sembra muoversi come un sol uomo.
Vede la Grande Muraglia, la Pechino che ancora deve svilupparsi e la già immensa Shangai e incontra persone e una cultura che a noi sembra aliena fatta di persone assolutamente convinte e perfettamente indottrinate, dove non esiste l’invidia, l’egoismo e la smania di possesso, e dove l’unico vero nemico ha la bandiera a stelle e strisce.
Ma è anche la Cina più rurale, ancora arcaica nella sua modernità che cerca di dimenticare il passato feudale e cerca di dare prima da mangiare a tutti i suoi cittadini e poi, a pancia piena, sarà il momento di fare il grande salto.
Tutti la definivano come un gigante addormentato, bene! Oggi sappiamo che il dragone si è svegliato e vuole mordere; Parise questo lo aveva intuito e lo lascia intravedere nel capitolo finale quando fa le ultime considerazioni mentre attraversa la frontiera di Hong Kong che è vuota di grattacieli……e soprattutto c’è ancora!
Una lettura velocissima ma che mi ha riportato indietro di decenni a quando ancora studiavo a scuola e l’estremo oriente era lontano come ai tempi di Marco Polo.

Ste Dussoni

Goffredo Parise (1968) illustra piazza San Marco e ci porta a passeggio tra i suoi ricordi


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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
Collaboratore di Booklandia.
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