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Bel-Ami

di Guy de Maupassant –
Buonasera!! C’è stato un tempo in cui mi ero follemente innamorato degli scrittori francesi e avrei fatto qualsiasi cosa pur di recuperare ogni singola opera creata da Hugo, Dumas, Flaubert, Gautier, Verne…etc….è stato un periodo davvero felice perchè quegli scrittori avevano il potere di catturarmi dalla prima all’ultima pagina con le loro storie, con la loro Parigi, con l’atmosfera incredibile di quello scorcio di secolo e dei suoi protagonisti letterari….la Ville Lumière viveva e scintillava nelle loro parole e io la vivevo insieme a loro. Ormai 20 anni fa ci fu un periodo felice per l’editoria italiana e per due quotidiani che ebbero la brillante idea di associare al loro giornale la vendita di libri “classici” a poco prezzo oltre a quello del quotidiano; La Repubblica fu la prima e a ruota seguì il Corriere della Sera e fecero la loro fortuna dando la possibilità agli italiani di leggere qualcosa di diverso e di più intelligente di Panorama o di Novella 2000….e mi ci tuffai!!!
Questo è uno di quei libri: “Bel-Ami” di Guy de Maupassant.
La solita e scintillante Parigi di fine ‘800 fa da fondale alla storia Georges Duroy, un ex ufficiale dell’esercito coloniale in Algeria di origine normanna che dopo tre anni di deserto ha deciso di tentare il grande salto sociale nell’allora capitale del mondo. La Francia dell’epoca era quella turbolenta e borghese, quella che passava rapidamente da una Repubblica ad un nuovo Regno per salire su un Impero e tornare di nuovo da capo, una Francia che davvero dominava il mondo con la lingua e la moda e si stava allargando rapidamente anche in Africa e Asia. Duroy è figlio di un taverniere di un piccolo paese della Normandia ma scalpita per risalire la scala sociale, è bello (ha il baffo che conquista e il fascino di Clark Gable molto prima di Via col Vento) affabile, ha bei modi ed è adorato dalle donne che cadono come foglie in autunno ai suoi piedi…ma è spiantato e pieno di debiti per cui fa fatica a mettere insieme pranzo e cena nello stesso giorno; finché non incontra l’antico commilitone della guerra algerina Forestier che lavora come redattore in un giornale cittadino che si occupa principalmente di pettegolezzi e politica: la Vie Française. L’amico di un tempo lo ascolta, gli presta del denaro e lo invita a casa e poi lo raccomanda per farlo assumere al giornale e quindi gli fa lasciare il modesto impiego alle Ferrovie del Nord che non basta a sostenerlo decentemente. Da questo momento in poi per Duroy la vita cambia completamente perchè viene introdotto nel bel mondo, negli intrighi e soprattutto nei salotti delle signore e qui comincia tessere le sue trame perchè il bel Georges è ambizioso e scaltro come pochi, fa facilmente perdere la testa al gentil sesso e comincia un inarrestabile scalata verso i piani alti… sempre più alti… passando sopra a tutto e tutti come un rullo compressore, usando amanti e amici come grimaldello per salire sempre un po’ di più.

La donna sposa l’uomo sperando che poi cambi. Ma l’uomo non cambia. L’uomo sposa la donna sperando che non cambi. Ma poi, invece, la donna cambia


La morte per tisi dell’amico e mentore, Forestier, gli aprirà le porte del cuore della vedova ma da lì in poi sarà una corsa inarrestabile ad ogni sottana che lo possa aiutare e che abbandonerà senza troppe remore nel momento in cui diventa di intralcio ai suoi piani. Non ha scrupoli ne lacci morali o religiosi che lo possano fermare ma lo fa col tocco leggero di uno scorpione, prima si intrufola con modi galanti e poi colpisce senza pietà.
E così il candido soprannome di Bel-Amì (Bell’Amico) diventa invece il nome tetro di una persona dalla quale è bene guardarsi le spalle molto attentamente, che arriva anche al punto di rinnegare le proprie origini e di guardare con malcelato schifo la povertà dignitosa dei suoi genitori che non sono mai andati oltre le loro piccole esistenze di provincia.
Duroy poi cambierà più volte il suo nome fino a diventare “Du Roy” per darsi un tono nobiliare e dimostrerà tutta la sua durezza quando nel momento di ricevere la Legion d’Onore farà una faccia schifata perchè avrebbe preferito i 10 milioni di franchi che gli venivano come pagamento di un debito (lui che aveva seminato debiti per tutta la città) e che sarebbero dovuti servire per comprarsi una candidatura alla Camera dei Deputati.
Romanzo di critica sociale sulla Francia di fine secolo dove la ricca borghesia stava ormai definitivamente soppiantando quello che restava dell’antica aristocrazia già spazzata via dalla Rivoluzione e rinata in parte sotto Luigi Filippo d’Orleans e Napoleone 3°, e lo stava facendo a suon di soldoni fatti anche in maniera decisamente poco pulita; lo sfondo perfetto di tutti i maneggi di Du Roy è proprio l’acquisizione in quel periodo della nuova colonia del Marocco che ha permesso di creare immense fortune in men che non si dica a personaggi di varia estrazione che si sono ritrovati al posto giusto nel momento giusto.
Maupassant parte piano ma prende rapidamente velocità e non permette al lettore di staccarsi nemmeno un attimo da un libro che viaggia veloce verso il gran finale e forse verso la follia del suo stesso autore. Ciao ciao.

Ste Dussoni

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"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" Collaboratore di Booklandia.