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Accabadora

di Michela Murgia –
Ho deciso di leggere Accabadora perché Michela Murgia si è presa prepotentemente un posto nel mio cuore ed era davvero giunta l’ora di farlo. Con il mio proverbiale ritardo, ovviamente, perché mai sia che io le cose le faccio quando è il momento. [penso che prima o poi me lo tatuo: meglio tardi che mai!]
Sicuramente molti sapranno già di che cosa si tratta e, se non è così, vi invito a immergervi nella lettura anche solo per scoprire chi è Accabadora; solo questo potrebbe valere tutta la storia. 
Ma questo romanzo è molto di più. 
Finito di leggerlo mi è venuto in mente solo una parola: magnifico!
Intanto per lo stile: ci sono frasi talmente belle che avrei voluto sottolineare tutto. Si percepisce una cura nella scelta delle parole che trasmette tanta delicatezza, la lettura di questo libro è una vera carezza per l’anima.
Le protagoniste sono due donne con un rapporto davvero speciale. Entrambe sono personaggi molto affascinanti, emblematici e ricchi di sfaccettature. Si fanno amare davvero perché sono proprio vive!
C’è anche una forte connotazione antropologica in questa storia, che presenta la realtà di un piccolo paese dell’entroterra sardo, con tutto ciò che comporta: credenze, tradizioni, superstizioni, pettegolezzi.
Ed è una realtà interessantissima da esplorare per chi, come me, ne è curioso, ma anche se non lo siete: ogni fatto, per quanto ordinario possa sembrare, è comunque degno di nota perché partecipa a creare quest’atmosfera un po’ mistica, e a rendere più chiaro il quadro globale. 
Leggere questa storia è un po’ come viverci dentro. 
È una storia che merita davvero tutta l’attenzione di cui è stata oggetto: a me ha fatto venire tanta voglia di andare dall’autrice, abbracciarla fortissimo per ringraziarla della sua esistenza, e per aver portato nella mia vita una vagonata di bellezza e grazia in un momento in cui ne avevo davvero tanto bisogno. 

Chiara Cassanelli

Accabadora
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