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1984

di George Orwell –
1984”, insieme a “La fattoria degli animali” è senza dubbio tra i romanzi più conosciuti di George Orwell.
Li avevo studiati entrambi quando frequentavo il liceo, ne avevo letto qualche passo sul libro di letteratura inglese, ma ci sono voluti anni prima che mi decidessi a leggerli per conto mio e senza obblighi scolastici, nonostante già a quei tempi ne rimasi affascinata.
Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1950, “1984” fa parte della collana “Classici moderni” della casa editrice Mondadori, anche se da quest’anno sono state pubblicate nuove traduzioni da altre case editrici. 
Ciò che più stupisce di questo scrittore è l’attualità dei temi affrontati; “1984” si schiera fortemente contro la strumentalizzazione e l’annientamento dell’individualità di ogni essere umano.
La vicenda si svolge in un mondo immaginario, principalmente a Londra, appunto, nel 1984: il mondo è diviso fra tre potenze in guerra tra loro, Oceania, Estasia ed Eurasia.
Londra è la capitale dell’Oceania ed è proprio qui che vive il protagonista, Winston Smith.
Winston lavora come impiegato al Ministero della Verità e si occupa di modificare e riscrivere la storia, manipolando le notizie di giornali e libri; insomma, diciamo che alla fine di verità ha ben poco.
L’intera nazione è controllata da un regime dittatoriale con a capo il “Grande Fratello” che spia e controlla in ogni momento la vita dei cittadini.
Ogni azione e pensiero vengono costantemente monitorati e anche per le strade si trovano dei manifesti che inneggiano al potere del “Grande Fratello”.
All’apparenza Winston si adegua alle condizioni di vita, in realtà non sopporta le condizioni imposte dal regime e decide di iniziare un diario in cui trascrivere il suo disappunto, lontano dai teleschermi sistemati nell’abitazione.
La sua routine procede invariata finché non incontra Julia, che dichiara il suo amore per l’uomo con un bigliettino.
In un primo momento Winston non sa come comportarsi, è sorpreso e spaventato; in seguito decide di incontrarla.
Si scoprirà che anche Julia non sopporta le imposizioni del regime e insieme cercheranno di ribellarsi.
Non è certamente un libro di facile lettura, a differenza de “La fattoria degli animali”; la prima parte può risultare un po’ pesante e non scorre tantissimo, ma è necessaria per entrare nel vivo della storia.
Come ho detto in precedenza, stupisce l’attualità dei temi affrontati perché il libro dà quasi l’impressione di essere profetico, anche perché oggi possiamo ritenerci “schiavi” della tecnologia.
Se non l’avete ancora letto, vi consiglio di recuperarlo quanto prima, ma attenzione: ad alcuni ha fatto addirittura paura.

Anna Rita Coluccia

1984

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"Se vogliamo conoscere il senso dell'esistenza, dobbiamo aprire un libro" Collaboratrice di Booklandia